Ti conosco, mascherina

….E invece sembrerebbe proprio di no. Le idee sull’utilità e sul corretto utilizzo delle mascherine come mezzi di protezione dalle malattie infettive sembra siano parecchio confuse. Si è parlato infatti in questi giorni di una vera e propria corsa all’acquisto di mascherine chirurgiche da parte dei cittadini per il panico causato dalla epidemia di coronavirus.

Innanzi tutto chiariamo che in ambito sanitario le mascherine rappresentano essenzialmente un mezzo di protezione professionale per l’operatore sanitario. Per questo scopo ne esistono diversi tipi da utilizzare nelle diverse situazioni di rischio.

Le più conosciute sono senza dubbio le cosiddette mascherine chirurgiche.

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Sono composte da più strati di tessuto ed una volta correttamente indossate, coprendo bene bocca e naso, proteggono l’operatore da schizzi ed aerosol grossolani. Ma hanno principalmente lo scopo di mantenere la asepsi del campo operatorio evitando che l’operatore lo inquini anche semplicemente parlando.

Queste mascherine, inoltre, vengono fatte indossare a pazienti con sintomi respiratori (tosse, starnuti, ecc.) per evitare che diffondano facilmente l’infezione.

Le mascherine di tessuto offrono una protezione minima per chi le indossa nei confronti di germi che si diffondono per via aerea (morbillo, tubercolosi, ecc.). Per proteggersi da questi germi, gli operatori devono indossare invece maschere di questo tipo:

Si tratta di respiratori dotati di filtri che trattengono anche le goccioline più sottili sospese in aria, incluse quelle che trasportano virus e batteri più contagiosi.

Le mascherine non sono l’unico dispositivo che usa l’operatore per difendersi da tali contagi. In caso di assistenza ad un paziente per il quale è raccomandata la protezione elevata dai germi a trasmissione aerea l’uso di guanti e occhiali è, per esempio, complementare a quello del respiratore.

E per il cittadino al di fuori dell’ambiente ospedaliero? Ovviamente il rischio di infezione in comunità per un normale cittadino non è paragonabile a quello dell’operatore sanitario che è a contatto con pazienti potenzialmente contagiosi per otto ore di seguito ogni giorno.

I respiratori con filtri ad alta efficienza non hanno motivo per essere utilizzati al di fuori dei settori professionali. Le mascherine chirurgiche in tessuto, invece, possono essere indicate per coloro che abbiano sintomi respiratori in atto e debbano limitare il rischio di contagio per chi sta loro vicini.

Spero che ora sia chiaro come indossare mascherine chirurgiche in giro per la città non possa proteggerci dal prendere l’influenza o altre malattie respiratorie, coronavirus compreso.

Ecco perché il mezzo migliore per proteggerci in comunità resta la vaccinazione. In aggiunta, il frequente lavaggio delle mani può limitare ancora di più il rischio. Questa resta invece l’unica misura attuabile per quelle malattie per cui non esiste un vaccino efficace.

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

3 Comments on "Ti conosco, mascherina"

  1. Buon giorno dottore,
    come ben ci insegna Lei, la miglior arma di difesa, resta sempre il vaccino. Ma, visto che se ne sentono di tutti i colori, volevo chiederle se è già possibile sapere se e quando ci sarà un vaccino contro questo corona virus, che sta terrorizzando tutto il mondo?
    Grazie

    • un vaccino, con le moderne tecniche si potrebbe mettere a punto in pochi mesi. Poi resta il problema di testarlo clinicamente (immunogenicità e sicurezza) ma, soprattutto, produrlo su larga scala e distribuirlo. In questo caso nella migliore delle ipotesi passa un anno

  2. Grazie dottore per la sua chiarezza, tuttavia non riesco a capire perché i casi di questo famigerato Corona virus continuano a crescere in Cina ( a Wuhan) nonostante l’iper isolamento della città, ormai da settimane. C’è ancora qualcuno che gira senza mascherina?
    Grazie

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