Stavamo peggio quando stavamo peggio?

E’ sempre in agguato la tentazione di molti a credere che “si stava meglio quando si stava peggio”. Il richiamo irresistibile dei bei tempi andati purtroppo ammalia molti di noi.

Lo dico a proposito del fatto che in tanti oggi si convincono – e cercano di fare proseliti – del fatto che alcune strategie vaccinali sono sbagliate e che si sarebbe fatto meglio a non vaccinare proprio per alcune malattie. In base a questa convinzione, le stesse persone sono molto restie ad avviare nuovi programmi vaccinali per paura di alterare con la vaccinazione il naturale corso della epidemiologia.

La pertosse è un esempio chiaro. Si assiste negli ultimi anni, in diversi paesi europei ancor più che in Italia, ad una aumento di casi di pertosse. I motivi sono diversi e la faccenda piuttosto complessa da un punto di vista epidemiologico. Gli epidemiologi, appunto, ci stanno lavorando. I chiacchieroni, invece, propagandano teorie farlocche cercando di dimostrare che la vaccinazione abbia provocato più danni che benefici.

Il grafico sottostante dovrebbe silenziare queste fesserie:

 

La vaccinazione con vaccini acellulari ha abbattuto di oltre il 90% l’incidenza di pertosse.

Detto questo, possiamo affermare di aver risolto il problema pertosse? Certamente no. Come spesso accade nei programmi vaccinali, il problema residuo è sempre quello più difficile da risolvere. Fra 0 e 14 anni negli ultimi anni in Italia si sono notificati fra i 400 e i 900 casi di pertosse: nulla a che vedere con le migliaia di casi dell’era pre-vaccinale.  Il problema oggi è legato a complesse dinamiche epidemiologiche che sono residuali, appunto, dopo l’avvio del programma basato sui vaccini acellulari.

I vaccini acellulari hanno permesso di controllare la pertosse grazie alla loro accettazione da parte dell’utenza, ma forniscono una protezione limitata nel tempo e pertanto non permettono l’interruzione della circolazione del germe.

Per evitare il rischio di pertosse nei neonati, ad oggi la migliore strategia è la vaccinazione in gravidanza. Già adottata da anni in diversi paesi del mondo (fra cui l’Argentina) si è dimostrata efficace e sicura.

I problemi, dunque, si cerca di risolverli e di andare avanti. Perché il ritorno al passato farebbe stare tutti peggio.

 

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

2 Comments on "Stavamo peggio quando stavamo peggio?"

  1. Perché sottolinei proprio l’Argentina? Che differenza c’è tra il loro piano vaccinale e il nostro? Come di recente ho scoperto, anche da noi si consiglia.

    • Esatto, anche in Italia la raccomandazione è ufficiale a partire dal 2017. Ma il programma stenta a partire. Ho citato l’Argentina perché lì si vaccina già da anni con buone coperture e non volevo citare i soliti USA e UK…

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