Repetita iuvant

Un gruppo piuttosto nutrito di parlamentari (chi siede in parlamento è bello sia chiamato parlamentare) e rappresentanti locali del M5S ha inviato al Ministro Grillo una lettera contenente un accorato appello a perseguire 7 punti programmatici sul tema delle vaccinazioni.

Personalmente ho trovato gli argomenti contenuti nell’appello una serie di triti deja-vu su cui si è già dibattuto fino alla nausea. Ma, a quanto pare, le parole spese su questo terreno non sono mai troppe. Per cui mi permetto di rispondere all’appello al posto del Ministro, che sicuramente ha cose più importanti da fare:

1) Necessità di superamento della legge 119/2017 sull’obbligo vaccinale, verso un sistema di raccomandazione attiva e di piena responsabilizzazione dei genitori fondata sul consenso informato;

R: L’avete letto o no il DDL 770 in discussione al Parlamento, proposta dal vostro gruppo?

2) Garanzia di indipendenza fra scienza, politica e industria, rimuovendo ogni conflitto di interesse fra profitto commerciale e tutela della salute pubblica, nonché intervenendo sul sistema di incentivi che pregiudica il corretto ruolo del medico nell’interesse sanitario del paziente;

R: A proposito di indipendenza fra scienza e politica vedi sotto al punto 6, dove un gruppo di parlamentari propone i “vaccini singoli monodose”. Ma soprattutto, di quali incentivi ai medici si parla? I medici che vaccinano prendono un regolare stipendio come medico dei servizi vaccinali oppure sono pediatri e medici di famiglia che vengono pagati sulla base di un contratto di convenzione: cioè sono pagati sulla base delle prestazioni che erogano. Detto questo, il sistema degli incentivi al raggiungimento di determinate coperture vaccinali è utilizzato in moltissimi Paesi europei come supporto ai programmi vaccinali. Ottenere alte coperture vaccinali fa bene alla salute pubblica: ce lo vogliamo mettere in testa?

3) Superare l’attuale livello di conflittualità e polarizzazione dell’opinione pubblica, in modo da ripristinare la fiducia e il dialogo fra cittadini, istituzioni e medici;

R: magari anche finendola di scrivere questi appelli e partecipare a conferenze nei teatri di questo o quel comune sostenendo le peggiori fesserie novaxx.

4) Avvio di un monitoraggio indipendente sulla pratica vaccinale, attraverso un sistema di vaccinovigilanza attiva, in modo da garantire il massimo livello di sicurezza e di controllo sulle reazioni avverse, soprattutto quelle gravi ed invalidanti, ripristinando il ruolo centrale dello Stato e di tutti i suoi organismi di controllo, nonché la piena responsabilità delle aziende farmaceutiche private produttrici di vaccini;

R: non so se chi ha scritto questa frase ha dato uno sguardo anche veloce al sistema di farmacovigilanza europeo. La farmacovigilanza già ora per legge è responsabilità condivisa fra industria e sanità pubblica. La vaccinovigilanza attiva viene svolta da anni dal Canale Verde del Veneto che non ha fatto altro che confermare i livelli di sicurezza osservati negli studi clinici e nel sistema passivo di farmacovigilanza. Un sistema di vaccinovigilanza attiva su tutto il territorio nazionale non ce l’ha nessun Paese al mondo per due semplici motivi: costa e non serve a nulla.

5) Garantire la formazione e l’aggiornamento del personale operante all’interno dei centri vaccinali, per svolgere un’attenta anamnesi individuale che contribuisca a ridurre al minimo i rischi correlati alle vaccinazioni, attraverso un modello avanzato di counceling partecipativo ed inclusivo;

R: ben venga un supporto ad un miglior training nel personale dei servizi vaccinali nel campo del counselling (non counceling). L’attenta anamnesi individuale, viene già fatta ed è sufficiente a garantire una vaccinazione in tutta sicurezza.

6) Sviluppare una nuova strategia di governance farmaceutica verso la produzione statale delle dosi vaccinali, quale strumento di interesse nazionale di prevenzione, privilegiando la futura disponibilità di vaccini singoli monodose;

R: i vaccini venivano prodotti dai governi quando erano rappresentati da una pappa di microbi uccisi o storditi da calore e disinfettanti. I moderni vaccini necessitano di tecnologie ed investimenti che nessun governo potrebbe permettersi. Come l’Italia, anche Olanda, Danimarca e, più recentemente, la Romania hanno abbandonato la produzione statale di vaccini. Proporre la produzione statale, dunque, è una colossale fesseria. I vaccini singoli? Non servono per il programma delle vaccinazioni dell’infanzia. Sarebbe impensabile fare sei iniezioni invece di un esavalente. Chiedetelo ai bambini cosa sceglierebbero! L’unico vaccino singolo di cui oggi ravvedo l’utilità è il vaccino contro la pertosse per la vaccinazione delle donne in gravidanza. E poi, non abbiamo detto che le questioni tecniche dovrebbero essere lasciate agli uomini di scienza?!

7) Ripristinare il diritto all’educazione, eliminando ogni forma di esclusione scolastica e sociale preclusa dalla verifica della condizione vaccinale dei bambini, dando così piena attuazione ai principi di piena integrazione ed inclusione scolastica

R: anche questa pappa è stata discussa abbondantemente e persino oggetto di una sentenza (tombale) della Corte Costituzionale. La legge Lorenzin non preclude alcun diritto allo studio. Serve a difendere la salute dei bambini: sia di quelli che sono sfortunati ad avere genitori imbecilli che non li vogliono vaccinare nonostante tutti i pediatri del mondo gli dicano di farlo; sia di quelli ancora più sfortunati che vorrebbero vaccinarsi ma non possono.

A proposito, la scorsa settimana parlavo con una mia collega responsabile delle vaccinazioni in Belgio: in Belgio non esiste l’obbligo, ma i bambini non vaccinati non possono frequentare l’asilo…

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

12 Comments on "Repetita iuvant"

  1. Amen!
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  2. Riguardo all’ultimo punto 7 dove si risponde: “Serve a difendere la salute dei bambini: sia di quelli che sono sfortunati ad avere genitori imbecilli che non li vogliono vaccinare nonostante tutti i pediatri del mondo gli dicano di farlo; sia di quelli ancora più sfortunati che vorrebbero vaccinarsi ma non possono.”

    Penso che occorra rispetto per chi ha fatto la scelta di non vaccinare. Riguardo poi agli immunodepressi che non possono vaccinarsi, il maggior pericolo per essi è fuori dalla scuola dove possono incontrare di tutto, e non a causa di qualche bambino che non si vuole vaccinare. Cioè si guarda a una pagliuzza peraltro inesistente, e si trascurano le travi gravi e presenti in mille altri luoghi fuori dalla scuola.

    • Mi dispiace, ma dopo aver ascoltato a lungo gli argomenti di chi sceglie volontariamente di non vaccinare i propri figli, il rispetto nei loro confronti mi è venuto meno. Io rispetto una famiglia deprivata che non ha avuto accesso all’informazione. Rispetto chi non ha accesso alle cure mediche. Ma la scelta di non vaccinare i propri figli da parte di genitori acculturati e benestanti non l’accetto. E’ il frutto di un misto di ignoranza ed egoismo verso il quale non mi sento di nutrire empatia.
      Rispetto alla questione degli immunodepressi, poi il suo argomento non sta in piedi: la scuola è l’ambiente in cui i bambini trascorrono la maggior parte del tempo e nel quale avvengono la maggior parte dei contatti. Quell’ambiente (che, fra l’altro, è sotto la tutela della salute pubblica) deve essere il più possibile salubre.
      Non vaccinare i figli è frutto di superstizione. Non lo posso davvero capire.

      • Non capisco: a scuola un bambino trascorre mediamente dalle 24 alle 40 ore settimanali, che sono composte di 168 ore. Quindi per la maggior parte del tempo il bambino è esposto a tutti i rischi di gente non vaccinata, soprattutto dai genitori, dai fratelli/sorelle e dai nonni; oppure togliamo loro la patria podestà? Va anche detto che un bimbo appena vaccinato porta con sé il germe, sebbene indebolito, che può trasmettere al supposto bambino indifeso. Inoltre a scuola c’è anche il corpo docente, di servizio ecc. Non le sembra che sia in atto una terroristica campagna che ricorda la caccia agli untori di manzoniana memoria?

        Mi sembra che la vostra sia una carità pelosa: vi fate scudo di bambini sfortunati che purtroppo devono vivere in una campana di vetro, e che la scuola per loro rappresenta un pericolo non più grave di innumerevoli altri. Pensate di rassicurarli con queste grida manzoniane, ma in realtà li mettete ancora più in pericolo, e in più minacciate la salute di tutti gli altri.

        Ma perché avallate questa follia? Da parte poi di un ex ministro, Lorenzin, che mentito spudoratamente alla nazione

        • Glielo spiego: un bambino immunodepresso deve abbattere le probabilità di incorrere in malattie come morbillo o varicella. Ovviamente i parenti si vaccinano o sono già immuni. Anche gli insegnanti e il personale scolastico dovrebbe essere vaccinato. La probabilità che un adulto sia comunque ancora suscettibile al morbillo o alla varicella resta comunque bassa. La fonte di contagio più probabile restano i compagni, in ogni modo. I bambini vaccinati NON sono contagiosi. Lo ripetiamo fino alla nausea. Esiste una lontanissima possibilità di trasmissione del virus vaccinale SOLO per la varicella e SOLO per quei pochissimi bambini vaccinati che manifestano reazioni cutanee (vescicole) dopo la vaccinazione. Anche qui parliamo di possibilità remotissime.
          Lei vede questa come una campagna terroristica? Se ha questa visione è perché la propaganda dei no-vaxx le ha offuscato la ragione. I genitori devono vaccinare i figli INNANZI TUTTO per proteggere i propri figli! Poi, accanto a questo dovere genitoriale, esiste anche il dovere civico di proteggere i più deboli.
          Io lavoro per la salute pubblica da 25 anni, altro che carità pelosa. A uno che mi viene a dire che con le vaccinazioni “minacciamo la salute” dei bambini che vuole che risponda?
          Personalmente mi sono sempre battuto contro l’obbligatorietà delle vaccinazioni, ma di fronte al diffondersi di tanta resistenza non ho dovuto che dare ragione alla scelta della Lorenzin. Volenti o nolenti le coperture stanno tornando alla normalità di un Paese civile.

          • Propaganda novax!? Ma se tutti i media nazionali come un sol uomo demonizzano chi avanza una voce critica! È vero il contrario: ci stanno bombardando con falsi allarmi.

            La Lorenzin ha mentito spudoratamente alla nazione dicendo che a Londra centinaia di bambini erano morti di morbillo. Avrebbe dovuto essere immediatamente processata per procurato allarme.

            Poi non si tratta di novax, ma di persone che cercano conoscenza e consapevolezza. Ma lei una persona che critica un uso eccessivo degli antiviotici la chiamerebbe noantibio?

          • PL Lopalco | 13 marzo 2019 at 7:16 |

            Quello che lei chiama “bombardamento” dei media è il frutto di una situazione che chi come me (e come il Ministro della Salute) lavora nella sanità pubblica ha percepito come estremamente pericolosa. Non si tratta affatto di falsi allarmi: l’Italia era, a partire dal 2013, in una situazione terribile con un calo in picchiata delle coperture vaccinali. Di queste cose ovviamente l’utente comune non si rende conto, ma chi ci lavora si. A quel tempo i media davano spazio a Red Ronnie ed Eleonora Brigliadori nelle trasmissioni in prima serata. Quello che è successo dopo (legge Lorenzin compresa) è stata una reazione ad una situazione di pericolo. Chi non lavora nel campo, questa percezione non può averla e quindi, come lei, crede di essere bombardato con falso allarmi.
            Sulla Lorenzin, finiamola con questa storia: in tutto il suo mandato le è scappata solo quella fesserie sui morti per morbillo in Inghilterra e l’avete massacrata. E’ stata una gaffe più che giustificata in un politico che ogni giorno si trova a rilasciare decine di dichiarazioni su temi diversissimi.
            Infine: quelli che io chiamo no-vaxx non cercano affatto conoscenza e consapevolezza. Io la mia conoscenza me lo sono costruita con 25 anni di studio e pratica professionale. Se qualcuno volesse davvero conoscere la materia, verrebbe da me a fare domande e ad ascoltare le risposte. Io sono continuamente approcciato da no-vaxx e ce la metto tutta per ascoltarli e per dare risposte: se la risposta che io do non corrisponde al loro pre-concetto semplicemente non l’ascoltano. Un genitore che chiede il parere a 10 pediatri, tutti e 10 gli dicono di vaccinare il bambino e poi finalmente trova il pediatra “alternativo” e si rivolge a lui, come lo chiama? Uno che cerca consapevolezza? No, si tratta di genitori che sono caduti nella trappola della propaganda no-vaxx e che vogliono solo conferme ai loro pregiudizi.
            Per finire: una persona che critica l’uso eccessivo di antibiotici è un esperto di sanità pubblica. La sanità pubblica ammonisce contro l’uso eccessivo di antibiotici. Così come spinge fortemente per l’uso dei vaccini.

    • “Scelta di non vaccinare” è già una fesseria di suo perché si traduce in “Scelta di far correre dei rischi a mio figlio ed agli altri”

  3. La scienza non è democratica – così sostiene un noto personaggio dei media – tantomeno deve decidere in base alla maggioranza. Purtroppo nelle valutazioni scientifiche vale il criterio opposto, che si basa sull’impact factor e il peer review, che sono facilmente manovrabili da chi detiene le leve del potere. Cosa fare allora per la questione vaccinale? Come decidere? Sicuramente la strada maestra è quella di una pubblica discussione, che però gli organi di informazione nazionali evitano accuratamente. Non solo, i professionisti e i ricercatori che hanno il coraggio di manifestare il dissenso vengono radiati dagli organi di governo. Ecco che allora sorge il sospetto che la maggioranza dei pediatri, per quieto vivere, e forse anche per sopravvivere, si allinea al diktat. Se la pratica vaccinale è così sicura e ed efficace, perché tanta resistenza a confrontarsi con quel pediatra che ha un pensiero diverso dagli altri dieci? Occorre ricordare che la scienza progredisce proprio grazie a un pensiero alternativo che rompe gli schemi. Immagino la replica, e cioè che non ci si può confrontare coi terrapiattisti (categoria inventata per creare una cortina di fumo) o con chi dice che gli asini volano, o con maghi e fattucchiere. Ma qui si sta parlando di tanti medici e professionisti; e se andiamo nel passato, anche non tanto remoto, posso ricordare lo scetticismo sulle pratiche vaccinali di quello che è ritenuto il padre della biologia molecolare, il vero scopritore della struttura del DNA, Erwin Chargaff; e più di recente anche Luc Montagnier. Comunque sono innumerevoli le voci di dissenso; mentre Eleonora Brigliadori o Red Ronnie sono solo dei comodi paravento; come del resto sul lato opposto per pareggiare i conti abbiamo l’astronot/nut Samantha Cristoforetti e il campione del volley Ivan Zaytsev – evidentemente degli esperti.

    Ma lei accetterebbe un pubblico confronto con uno di questi professionisti?: Roberto Gava, Dario Miedico, Stefano Montanari, Paolo Bellavite, Gabriella Lesmo.

    • Accetto con piacere la discussione, a patto che non sbandi su posizioni complottiste, sulle quali la comunicazione, da parte mia si blocca. Davanti ad una ipotesi di complotto è inutile perder tempo a ragionare.
      Detto questo, il processo del dibattito scientifico ha regole precise. Queste regole servono a difendere proprio gli utenti a difendersi dalla ciarlateneria. La regola principale è semplice: se ho un’ipotesi scientifica, io scienziato la devo mettere alla prova dei fatti (sperimentare) e solo a quel punto presento la mia ipotesi (testata con un modello sperimentale) alla comunità scientifica. Questo avviene quotidianamente sulle riviste scientifiche e nei convegni. E sono centinaia le ipotesi di scienziati che non reggono alla conferma dei fatti e vengono scartate. Se invece l’ipotesi viene provata e nessuno riesce a confutarla quella ipotesi diventa una verità scientifica. E resta una verità scientifica fino a che non verrà superata da nuove evidenze.
      Bene: se oggi la comunità scientifica internazionale è concorde sul fatto che i vaccini non causano l’autismo, mi spiega a cosa serve andare in una sala a discutere con un mentecatto che sostiene che i vaccini causano l’autismo? L’unico vantaggio sarebbe non per la scienza, non per gli utenti e i cittadini, ma per il mentecatto che in quel modo avrebbe visibilità e aumenterebbe le sue possibilità di accreditarsi nei confronti del suo “pubblico”.
      Le persone che lei mi cita, nel campo della ricerca sui vaccini non hanno nessuna credibilità. Non perchè lo affermi io, ma perchè non hanno mai fatto uno studio che abbia dato un risultato credibile. Se lo avessero fatto, lo avrebbero pubblicato e avrebbero fatto carriera.
      Purtroppo c’è ancora molta strada da fare nelle nostre scuole per spiegare questi concetti basilari. Fino ad allora saranno ancora in molti a non saper distinguere fra un ricercatore serio e uno che spara balle per alimentare le collette.

      • Il solito novax che zompa da un argomento all’altro senza ascoltare quello che gli si dice. Tempo sprecato…

  4. Mario M io mi vergogno per lei che rappresenta il fallimento del sistema scolastico italiano. Retorica chiacchiere principi filosofici. Tre esami di statistica due di diritto e del suo argomentare non resta nulla.

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