Io, Mengele e tu

Nella mia attività professionale, sono in giro per conferenze in media due o tre volte per settimana. Dai congressi internazionali agli incontri con le scuole. Questo significa che invado, mio malgrado, il mondo con fiumi di parole. Parole che servono a chiarire le idee di chi mi ascolta. E questo avviene sempre, viste le innumerevoli attestazioni di stima e di affetto che ho dai miei ascoltatori.

Qualcuno dei soliti noti (per fortuna sempre meno numerosi anche se per questo più agguerriti) ha estrapolato due parole da questo fiume per paragonarmi nientepopodimenoche al famigerato Dr Mengele.

Ebbene si, mentre parlavo ad una platea di adolescenti e quindi cercavo di utilizzare un linguaggio comprensibile, ho detto che i vaccini, prima della autorizzazione al commercio, sono studiati su decine di migliaia di “bambini volontari”. Avrei dovuto dire che la valutazione clinica di un vaccino nella fase pre-autorizzazione viene effettuata su ampi campioni di individui sani che appartengono alla popolazione target finale della popolazione (BAMBINI) e che per essere inseriti negli studi clinici bisogna esprimere il proprio consenso informato (VOLONTARI) che, nel caso dei minori, viene espresso dai genitori o tutori legali.

Ebbene si, confesso il mio crimine: ho banalizzato un concetto delicato. Fatta questa pubblica ammenda, veniamo al succo della questione.

La propaganda no-vaxx ha sempre sostenuto che i vaccini non vengono valutati clinicamente con opportuni studi in cieco e che quindi si ha bisogno di fare le “sperimentazioni” con le campagne vaccinali. FALSO

Allora ci si attacca a questa faccenda dei bambini volontari per fare caciara. Allora, prima che vengano diffuse ulteriori falsità, precisiamo:

  1. Gli studi clinici sui vaccini si svolgono in tutto il mondo, dagli USA, all’Italia, al Giappone.
  2. I genitori che decidono di arruolare i propri figli negli studi clinici sono ben consapevoli e, soprattutto, non sono pagati (è vietato dalla legge).
  3. Gli studi clinici in tutto il mondo sono regolati da leggi ferree di buona pratica (Good Clinical Practice).
  4. Ogni studio, prima di essere avviato, deve ottenere l’autorizzazione di un comitato etico.

Personalmente, ho iniziato la mia carriera collaborando al Progetto Pertosse, un grosso studio clinico, svolto fra Italia e Svezia in cui vennero reclutate migliaia di bambini. Quello studio (in triplo cieco) includeva anche un gruppo di controllo vaccinato con il solo vaccino antidifto-tetano che al tempo rappresentava lo standard di vaccinazione per la quasi totalità dei bambini italiani. Invito chiunque a parlare con i genitori che parteciparono al Progetto Pertosse. Potranno raccontare tante belle storie di una sanità amica, che funziona e che aiuta gli utenti a combattere pericolose malattie. Altro che cavie.

Grazie all’impegno di tutti oggi usiamo i vaccini acellulari contro la pertosse che sappiamo avere una efficacia protettiva di oltre l’80% e un profilo di sicurezza eccezionale.

Ecco: impegno, conoscenza, studio, collaborazione, solidarietà. Un lessico sconosciuto a quei quattro ciarlatani che diffondono la propaganda no-vaxx.

 


I risultati del Progetto Pertosse sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine e sono consultabili qui:

https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJM199602083340601?url_ver=Z39.88-2003&rfr_id=ori%3Arid%3Acrossref.org&rfr_dat=cr_pub%3Dwww.ncbi.nlm.nih.gov

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

2 Comments on "Io, Mengele e tu"

  1. Gentile Professore, i bambini che hanno fatto la pertosse prima dell’introduzione del vaccino sono protetti a vita o hanno bisogno di un richiamo dopo 30-40 anni?

    • Purtroppo la pertosse, sia essa infezione naturale sia indotta dalla vaccinazione, non lascia immunità permanente. Se un adulto vuole proteggersi dalla pertosse deve fare i richiami, che possono essere eseguiti insieme con il difto-tetano. La protezione dell’adulto non serve a proteggere il soggetto vaccinato, ma serve a ridurre la circolazione del batterio ed è particolarmente importante specialmente per i genitori di bambini piccoli o per chi comunque è a contatto con soggetti a rischio. La pertosse nell’adulto, infatti, è una infezione fastidiosa ma non pericolosa.

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