Chirotteri, chiropratici e chiromanti

Che hanno in comune queste tre parole, oltre alla comune radice greca, cheir= mano?

Provo a trovare un filo conduttore che li unisca.

I chirotteri sono gli unici mammiferi che riescano a volare. Alla loro immagine è spesso associata l’idea sinistra dei vampiri. In realtà sono mammiferi molto utili a mantenere un buon equilibrio ecologico essendo dei grandi divoratori di insetti. Possono però rappresentare un pericolo per l’uomo essendo potenziali portatori di un virus terribile: quello della rabbia. Si tratta del virus più letale che esista. In assenza di profilassi (vaccinazione dopo il graffio o il morso di un animale infetto) la progressione verso la morte è praticamente certa.

In Europa e negli stati Uniti, grazie alla sorveglianza, alla profilassi vaccinale ed alla ormai limitata circolazione del virus fra gli animali, i casi di rabbia sono estremamente rari. Anche per questo, però fanno notizia.

Ryker Roque era un bambino di 6 anni che, giocando con un pipistrello che era caduto nel giardino di casa, era stato morso o graffiato dall’animaletto. Comprensibilmente, né i genitori né i nonni avevano dato troppo peso all’evento e, comunque, hanno evitato di consultare un medico – a quanto pare – per evitare la vaccinazione, di cui erano molto spaventati. Ma, anche quando il bambino ha iniziato a manifestare i primi sintomi neurologici, i genitori hanno preferito sottoporre il bambino a protocolli non convenzionali (il cosiddetto Wisconsin protocol) piuttosto che affidarsi alle cure tradizionali. Inutile dire che Ryker sia deceduto dopo qualche giorno.

Qualche anno prima, un uomo di 55 anni era deceduto di rabbia, sempre contratta per contatto con un pipistrello. In questo caso la diagnosi era stata ritardata perché l’uomo, ai primi sintomi, si era rivolto ad un chiropratico che, ovviamente, aveva sottovalutato i sintomi della terribile malattia.

Ed è qui il cuore del discorso. Spesso le medicine alternative o, come si preferisce farle passare, complementari, sono guardate con benevolenza perché – anche se di comprovata inefficacia – comunque non fanno male se non al portafoglio. Non sempre è così. Chi ricorre alle medicine non convenzionali, come minimo, rischia un ritardo diagnostico che, come in questo caso, potrebbe avere serie conseguenze. E che le manipolazioni chiropratiche – come altre pratiche alternative – siano innocue è tutto da vedere.

 

Anche qui una storia tutta americana dovrebbe farci aprire gli occhi. Katie May è una bella ragazza nata in Pennsylvania (nella foto con la figlia Mia). Grazie alla sua bella presenza diventa una modella e – come si dice ora – influencer molto attiva e popolare sui social. Proprio sui social racconta di aver un dolore al collo e di voler farsi curare da un chiropratico. Katie May dal chiropratico ci va e poco dopo ha un ictus che la porterà al decesso in breve tempo, lasciando sua figlia Mia senza una mamma. Secondo il rapporto del coroner, sarebbero state le manovre sul collo fatte dal chiropratico ad innescare un processo sull’arteria vertebrale che poco dopo avrebbe scatenato l’ictus.

Insomma, non fidiamoci dei chirotteri, ma neanche dei chiropratici. E giacché siamo in tema, diffidiamo anche delle chiromanti.

 

 

 

 

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

4 Comments on "Chirotteri, chiropratici e chiromanti"

  1. Stefano Bertolucci | 8 dicembre 2018 at 12:17 | Rispondi

    Buongiorno Prof Lopalco,
    Sono un ingegnere che crede assolutamente nella Scienza, supervaccinista, antisciechimichista, terrarotondista ecc. ecc.
    Però sulla chiropratica la mia testimonianza non può che essere positiva.
    In passato, circa 20 anni fa, ho sofferto di atroci mal di testa che mi costringevano addirittura a stare a letto al buio.
    Ho provato tutte le terapie, ho fatto tutti gli esami possibili (a Pisa). Nulla da fare.
    Alla fine il mio medico di base mi ha consigliato di provare con un noto chiropratico a Lucca
    In poche sedute, con manipolazioni di diverso tipo, il mal di testa è sparito.
    Da allora sono andato dal chiropratico ogni 6 mesi circa e anche adesso, che vivo a Milano, continuo ad andarci, a Como, dove esiste un centro molto noto.
    E vero che le basi della chiropratica secondo Palmer sono alquanto discutibili, ciononostante in alcuni casi come il mio gli esiti delle manipolazioni ottengono risultati laddove altri metodi falliscono. Un motivo scientifico deve esserci e mi piacerebbe conoscerlo.

    Cordialmente

    Stefano Bertolucci

    • Caro Stefano, esperienze come la tua è facile trovarne. Infatti ho ricevuto molti commenti anche molto acidi su questo mio post proprio da pazienti che avevano tratto beneficio dalla chiropratica. Il punto però è un altro. La chiropratica è una delle pratiche di medicina alternativa meno bizzarre. Ma si tratta pur sempre di una pseudoscienza: cioè le pratiche non sono basate su prove scientifiche sperimentali e riproducibili, ma piuttosto su una teoria (che tu stesso definisci discutibile) e sull’esperienza dei suoi praticanti. E’ ovvio che in alcuni casi può funzionare: la medicina ha funzionato così per millenni! Basi scientifiche inesistenti e tanta pratica. Ma è questo che vogliamo? Andare in questa direzione significa appunto rischiare quello che io racconto. Una diagnosi mancata, una manovra azzardata e una brutta fine. Attenzione, gli errori esistono, eccome, anche nella medicina. Ma almeno il metodo scientifico ci permette di riconoscerli come errori e ci consente di proseguire. E’ anche vero che la medicina dovrebbe guardare a certe pratiche con più attenzione. Nel caso della tua cefalea, ad esempio, se sono bastate delle manipolazioni a farti migliorare, non vedo perchè un bravo fisioterapista, sotto la guida di un neurologo, non avrebbe potuto raggiungere gli stessi risultati. Continuo però a credere che la poca “apertura” della scienza in questi casi non giustifica comunque le pseudoscienze.

      • Stefano Bertolucci | 9 dicembre 2018 at 12:51 | Rispondi

        Sì, sono assolutamente d’accordo, perché anch’io so di persone che sono state “manipolate” con risultati catastrofici, una di queste la moglie di un mio caro amico in USA.
        Io, diciamo, sono stato fortunato, e adesso, siccome la cosa funziona non ho timore. Devo anche dire che sono sempre andato da persone con una valida reputazione, che quindi applicano la loro pratica almeno in maniera coscienziosa.
        In effetti mi piacerebbe che la Scienza prendesse in considerazione gli esiti di queste pratiche, almeno quelle che ottengono risultati, per ricondurle ad una spiegazione appunto scientifica, con tanto di indicazioni e controindicazioni. Mi sentirei molto più tranquillo ed in pace con la mia coscienza. Come dici tu, la “teoria” alla base è una pseudoscienza, ma se in taluni casi la cosa funziona ci deve essere un motivo spiegabile scientificamente.
        Per il resto lasciami dire che ti seguo con affetto ed interesse. Insieme a Burioni e a pochi altri stai vincendo la guerra contro gli antivaccinisti. Non è poco. E’ anzi, credo, la prima volta che la Scienza è scesa in campo in prima persona contro un fenomeno che stava diventando davvero pericoloso.
        A questo proposito credo che dopo questa vittoria la Scienza non dovrebbe più indietreggiare, ma anzi dovrebbe far sentire sempre più forte la sua voce in tanti campi, non solo quello medico. C’è troppa “fuffa” in giro.
        Se hai voglia di discuterne un po’ ho tante idee in merito

        Cordialmente,

        Stefano

        • Il successo delle pseudoscienze aumenta laddove la scienza non riesce a dare risposte o dà risposte confuse. I limiti della scienza li conosce bene chi la pratica. Il nostro dovere credo sia quello di comunicare bene sia i progressi che i limiti. Aumentare la fiducia generale, aumentando appunto la familiarità con il metodo scientifico. Credo sia un dovere di tutti. Appunto contro la “fuffa” 🙂
          Felicissimo di discutere e collaborare a questo fine

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