Febbre da cavillo

Leggere un report di 38 pagine fitto fitto di numeri, grafici e tabelle non è operazione semplice. Riassumerne il significato in poche battute, ancor meno.

Ma proviamoci. Ho appena finito di leggere il gran bel report che i miei amici dell’Osservatorio Epidemiologico della regione Puglia hanno appena pubblicato sulla rivista OER Puglia (da me orgogliosamente fondata qualche annetto fa…).

Il report è liberamente consultabile qui.

Riporta i risultati della sorveglianza degli eventi avversi alle vaccinazioni nella Regione Puglia negli ultimi anni, corroborati con una specifica attività di sorveglianza attiva. Un intervento, cioè, in cui la segnalazione di evento avverso è attivamente stimolato.

Senza scendere nel dettaglio dei numeri possiamo trarre alcune conclusioni sul sistema di farmacovigilanza passiva:

  • Il sistema di farmacovigilanza relativo ai vaccini anche in Puglia, come nel resto d’Italia, è migliorato negli ultimi anni;
  • Su circa 7 milioni di dosi distribuite non è stato segnalato alcun evento avverso di rilevanza particolare: 2,1 casi x100.000 dosi di febbre alta, 2,8 x100.000 di sintomi neurologici (NB: anche la cefalea è un sintomo neurologico), 4 casi su un milione di dosi di convulsioni. Di questi, il 40% circa è risultato correlabile alla vaccinazione. I numeri di cui sopra, pertanto, vanno abbattuti di più della metà. Non solo, ma degli eventi ritenuti correlabili, il 78% è rappresentato dalla febbre.
  • Sempre su 7 milioni di dosi, sono stati segnalati 4 decessi: due signore, di 82 e 70 anni (dopo antinfluenzale); un signore di 77 anni (aveva fatto antinfluenzale e antipneumococcico); in tutti i casi è stata esclusa la correlazione con il vaccino. Un ultimo caso di decesso si è verificato in un bambino di 3 mesi, che è morto per sepsi da meningococco 5 giorni dopo aver ricevuto il vaccino. Anche in questo caso il rapporto con la vaccinazione è stato escluso, in quanto il vaccino è costituito da antigeni purificati (non può causare infezione) e l’intervallo non era sufficiente per garantire alcuna protezione (non si è trattato neppure di un fallimento vaccinale).

Ma cosa ha messo in rilievo l’esperienza di sorveglianza attiva relativo al vaccino MPRV (quadrivalente contro morbillo, parotite, rosolia e varicella)?

Ovviamente i tassi di notifica di evento avverso sono stati molto superiori. Il tasso di segnalazione di eventi gravi è stato di 4 x 100 dosi somministrate. Ma, attenzione, di queste segnalazioni ben il 97% riguardava casi di febbre elevata! In pratica ci si accosta alla frequenza di segnalazioni di febbre riportate nei trial clinici, dove ogni evento è registrato con estrema cura. Sappiamo bene che questo vaccino può causare febbre più facilmente rispetto ad altri. Il 73% di queste segnalazioni è risultato correlabile al vaccino (un quarto delle segnalazioni è dunque da scartare). Interessante notare che dei tre casi di convulsioni riportate, nessuno è risultato correlabile alla vaccinazione.

Last, but not least: tutti gli eventi gravi si sono risolti senza lasciare esiti.

Insomma, questo report non solo è una ulteriore dimostrazione degli sforzi che fa la sanità pubblica per indagare sempre più a fondo la sicurezza dei vaccini, ma dovrebbe rassicurare ancora di più quei genitori che hanno paura di vaccinare i proprio bambini.

Se qualcuno – come succede in questi giorni – diffonde numeri a casaccio cavillando su questo o quel dato, lo fa per puro scopo di propaganda. Leggete il report per intero. Magari la sera quando mettete i bambini a nanna, dopo averli vaccinati.

 

 

 

 

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

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