Le vaccinazioni sono di sinistra, l’antibiotico un po’ più di destra

Se Gaber fosse ancora qui con noi, credo che avrebbe aggiunto questo verso alla sua memorabile Destra-Sinistra. Fra qualche anno forse la cosa ci farà sorridere, ma il fatto che oggi le vaccinazioni siano campo di scontro elettorale e di propaganda politica è un fatto preoccupante.

I vaccini hanno da sempre presentato delle valenze di carattere sociale. Chi sceglie di vaccinarsi non lo fa solo per proteggere sé stesso o i suoi cari, lo fa anche per consolidare in una certa misura il patto di convivenza sociale e civile. Se vaccino i miei figlioli contro il morbillo lo faccio anche per sostenere il programma di eliminazione di morbillo e rosolia dell’OMS. Quando li vaccino contro la poliomielite, lo faccio fondamentalmente per dare il mio contributo allo sforzo mondiale di eradicazione della polio. E così via. Per non parlare della protezione indiretta ai soggetti più deboli. In questo senso, se intendiamo ancora che la sinistra sia portavoce dei valori di solidarietà, uguaglianza sociale, difesa dei più deboli, allora si: i vaccini sono di sinistra. Ma, a pensarci bene, anche in un sistema valoriale di destra in cui la responsabilità individuale è il fulcro del progresso della società attraverso un meccanismo bottom-up, la vaccinazione rappresenta uno strumento di salute in cui la promozione della salute individuale contribuisce alla salute collettiva. Allora torniamo a dare ragione a Gaber: i vaccini non sono né di destra, né di sinistra.

La domanda, quindi, nasce spontanea: di che colore è il sentimento anti-vaccinista? Negli ultimi anni la caratterizzazione “anti-sistema”, “anti-establishment” del movimento anti-vaccinista ha fatto si che proprio quelle forze politiche che si sfilavano dalla classica caratterizzazione destra-sinistra abbiano più volte strizzato l’occhio ai no-vax. E’ successo negli Stati Uniti di Trump, è successo in Italia con le esternazioni di Salvini che si è lanciato in acrobazie comunicative del tipo quattro si, dieci no, boh, forse, non so. Chi si dichiara contrario, o comunque dubbioso sull’utilità delle vaccinazioni, pesca comunque consenso in quelle frange di elettorato che negli ultimi decenni sono certamente cresciute e che sono state, un po’ frettolosamente, etichettate come “populiste”.

Fare campagna elettorale soffiando su certi sentimenti è stato disastroso. La decisione di rafforzare l’obbligo vaccinale in una situazione di clima politico tanto acceso non è forse stata prudente, ma era certamente la soluzione più immediata ad un problema che stava sfuggendo di mano alla sanità pubblica. Fare un passo indietro con il cambio della maggioranza sarebbe stato un disastro ancora maggiore per la sanità pubblica. Sarebbe stata l’ammissione che certe decisioni sono decisioni ideologiche e non di politica sanitaria. Avrebbe significato assestare un ultimo definitivo colpo ad un sistema in profonda crisi di credibilità. La sanità pubblica deve dimostrare di saper prendere decisioni nell’unico interesse del cittadino e deve basare le sue scelte di politica sanitaria su due pilastri: le evidenze scientifiche ed il dettato costituzionale. Quando è in gioco la salute dei cittadini, i partiti, sia vincitori che vinti, devono saper fare un passo indietro e riconoscere il primato della Scienza e della Costituzione. E quando parliamo di vaccinazione in gioco è la salute globale, non solo quella dei cittadini italiani.

Ora spero si riparta dal buon senso. Il disegno di legge presentato dalla maggioranza per ridisegnare i processi decisionali ed il sostegno ai programmi vaccinali è un buon punto di partenza. Vigileremo perché nei passaggi parlamentari possa migliorare.

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

8 Comments on "Le vaccinazioni sono di sinistra, l’antibiotico un po’ più di destra"

  1. E poi sembra che ora l’obbligo verrà mantenuto grazie all’emendamento dell’emendamento.

  2. Lei scrive “La domanda, quindi, nasce spontanea: di che colore è il sentimento anti-vaccinista? ”

    Non si tratta di essere antivaccinisti, ma di portare elementi di riflessione che possono essere offerti dando la parola a quei medici e ricercatori che sono critici riguardo a questa legge.

    • Questo commento mi offre l’occasione per una importante puntualizzazione. Il termine anti-vaccinista si riferisce solitamente (io lo intendo in questo modo) a chi non ha fiducia nella pratica vaccinale: non ne comprende l’importanza, sopravvaluta il rischio degli eventi avversi, sottovaluta il rischio di malattia, non crede siano efficaci, ecc. Essere critici nei confronti della legge sull’obbligo può avere tutt’altra valenza. Io stesso, prima della situazione verificatasi fra il 2016 ed il 2017, ero fortemente scettico sul ricorso all’obbligo e lo sarei tutt’oggi se il sentimento generale cambiasse e il programma vaccinale italiano fosse rafforzato. Validi colleghi (De Micheli, Valsecchi, solo per citarne due) e scienziati di alto livello sono fortemente critici sull’impianto della legge. Gli elementi di riflessione che portano queste persone sono validissimi. Basta seguire la pagina di Silvestri o ascoltare l’intervento all’audizione delle Commissioni riunite della Camera di De Micheli per riconoscerne la validità. Bisogna fare molta attenzione a non confondere questo livello di dibattito (legittimo e costruttivo) alle farneticazioni di guru e ciarlatani che hanno colto l’occasione per aumentare la propria visibilità e diventare paladini di una battaglia sbagliata (quella contro le vaccinazioni) con argomenti pseudoscientifici quali presenza di inquinanti nei vaccini, legame fra vaccini e autismo, ecc. ecc.

  3. Egregio Professore, La ringrazio della risposta, e mi permetto di interloquire ulteriormente. Io non ho visto un confronto, nei media nazionali, degli esponenti di governo, che hanno redatto, promulgato questa legge, e che la sostengono; un confronto rispetto a coloro che hanno manifestato critiche e perplessità. I giornalisti per lo più hanno demonizzato i gruppi e le organizzazioni che hanno criticato questa legge. In effetti il termine no-vax o anti-vax è stato un comodo escamotage per non affrontare alcune questioni rilevanti che sono:

    – La diffusione delle malattie infettive in relazione anche e piuttosto alle non adeguate condizioni igienico-sanitarie e alla insufficiente alimentazione della popolazione. Perché c’è una letteratura scientifica, storica e sociologica, che dà più importanza al miglioramento di questi aspetti e non tanto allo specifico farmaco vaccinale.

    – La valutazione dello stato di effettiva emergenza nella nostra nazione, e nelle nazioni occidentali in generale, dove non si sono verificati importanti fenomeni di diffusione delle malattie infettive – a parte pochi casi isolati. Va anche tenuto presente che il precedente ministro ha diffuso dati allarmanti ma del tutto infondati. E del resto se si guardano i dati diffusi da EpiCentro negli ultimi dieci anni non si notano fenomeni rilevanti.

    – Gli effetti collaterali dei vaccini, che in fin dei conti sono dei farmaci. Non risulta che i vaccini siano stati sottoposti a sperimentazioni di lunga durata, con numeri di soggetti significativi, utilizzando il metodo del doppio cieco.

    • Posso sbattere la testa contro il muro?
      (Il povero Lopalco avrà risposto 50 volte a queste domande. Cos’ha fatto di male?)

    • Gent.mo Mario, le risposte ai suoi dubbi sono abbondantemente presenti in altre pagine di questo blog. Purtroppo quanto affermi è frutto di una profonda disinformazione. Provo a sintetizzare per l’ennesima volta:
      1. Malattie come il morbillo non si fermano nè con la nutrizione nè con le condizioni igieniche migliorate. Serve il vaccino.
      2. L’emergenza a cui ha risposto il decreto Lorenzin era rappresentata da un preoccupante calo delle coperture vaccinali. Si interviene PRIMA di vedere i casi di difterite e polio… La povera Lorenzin è stata crocifissa per un numero sbagliato detto in un paio di interviste. Ho sentito politici sparare cazzate a raffica e acclamati come eroi.
      3. I vaccini sono farmaci dal profilo di sicurezza altissimo. Non è vero che non sono sperimentati a sufficienza, basta aprire i dossier dell’EMA per rendersi conto dei numeri. Il metodo in doppio cieco si utilizza ogni volta che si possa utilizzare (quasi sempre). La presenza di un gruppo di controllo esterno non vaccinato anche si può utilizzare quando i comitati di bioetica te lo permettono. In alcuni casi non te lo permettono perchè non è etico lasciare bambini non vaccinati. La legislazione sulla sperimentazione dei farmaci è molto rigorosa. Ancora più rigorosa quella sui vaccini che sono preparati biologici.

      Spero davvero di non dover puntualizzare più questi concetti basilari

  4. La libertà di espressione nelle questioni scientifiche è fondamentale se si vogliono chiarire o avere maggiori informazioni sui due aspetti che avevo sollevato. Ma se medici e ricercatori critici vengono radiati dall’albo solo perché hanno manifestato perplessità riguardo alla legge sulle vaccinazioni, allora ci si preclude alla radice la fonte di conoscenza. Al contrario un ministro della sanità che sostiene falsità clamorose e pericolose non viene processato neanche sui media.

    1- La curva di mortalità del morbillo è generalmente risaputo che è caduta drasticamente molto prima dell’introduzione del relativo vaccino. Ma si sostiene invece che l’incidenza della malattia non è diminuita, e che le sue complicazioni possono essere gravi, da qui l’obbligo vaccinale. Già. Ma qui è da valutare il rischio beneficio, così come avviene in tutte le terapie. (Si fa notare che una profilassi per prevenire le malattie negli allevamenti di alcune nazioni consiste nella somministrazione di antibiotici: una pratica giustamente criticata). Il rischio/beneficio è un aspetto dove concorrono molteplici osservazioni, sperimentazioni, statistiche. Pertanto è necessario che ci sia libertà nella raccolta, lettura e interpretazione dei dati.

    3- Il movimento critico sui vaccini è numeroso, ci sono stati quindi decine e decine di anni in cui un cospicuo numero di bambini avrebbero potuto concorrere alla costituzione di un gruppo di controllo sulla sperimentazione riguardo ai bambini vaccinati, quindi non capisco l’obiezione dei comitati di bioetica: carità pelosa!?

  5. Si, vabbé Mario, se ti rispondono che non sei abbastanza informato e tiri fuori un’altra disinformazione, tra l’altro ampiamente spiegata qui nel post L’epidemietta di morbillo, come “….è generalmente risaputo che è caduta drasticamente molto prima dell’introduzione del relativo vaccino…” allora proprio non ci siamo.
    Stesso discorso per l’etica del doppio cieco nei vaccini. Se non capisci che non è fattibile un doppio cieco che metta a rischio il gruppo di controllo, allora non hai neanche mai capito la vecchia vignetta del sergente che chiede ai soldati se qualcuno voleva offrirsi volontario per un doppio cieco sul test di un nuovo giubbotto antiproiettile! Eh, dai!

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