Bufale dal Sol Levante

Una delle bufale della campagna anti-vaccinista, recentemente riportata in auge dal Presidente dell’Ordine dei Biologi in una rutilante dichiarazione pubblica, è che il Giappone “pratica le vaccinazioni a 24 mesi e che questo ha portato ad una riduzione dell’80% delle reazioni avverse”. Il virgolettato è riportato appunto dalle dichiarazioni del su citato Presidente.

Cerchiamo di fare chiarezza. Il calendario vaccinale Giapponese assomiglia in tutto e per tutto ai calendari vaccinali del resto del mondo:

https://www.niid.go.jp/…/vacci…/schedule/2016/EN20161001.pdf

(questo è il più recente che ho trovato tradotto in inglese)

Le vaccinazioni le iniziano a 2 mesi. Fanno la dose alla nascita contro l’epatite B per i bambini nati da madri positive. Insomma seguono le raccomandazioni scientifiche internazionali come fanno tutti. Anzi, diciamo che i bambini Giapponesi, rispetto agli italiani, fanno anche BCG, encefalite giapponese ed è raccomandata la vaccinazione annuale contro l’influenza a partire da 6 mesi.

Allora da dove nasce la bufala dei 24 mesi? Come ben si sa le bufale hanno sempre una base di verità. Poi, linka qua, linka là, come al gioco del telefono senza fili, A diventa B e B diventa C.

La base di verità è questa: nel 1975 il governo giapponese fu messo sotto pressione dai movimenti antivaccinisti (!). Dopo due morti sospette a distanza di 24h dopo la vaccinazione anti-pertosse, si decise di spostare la vaccinazione DTP a 24 mesi di vita. Cosa successe? Nel 1979 l’opinione pubblica, e con essa il governo, furono scossi dal riemergere della pertosse che causò la morte di 41 bambini in un anno e si fece subito marcia indietro. Le vaccinazioni ritornarono nel primo anno di vita come nel resto del mondo.

A quell’epoca il vaccino era quello cellulare, decisamente più reattogeno dell’acellulare che usiamo oggi. Inoltre era una vaccinazione più recente rispetto alle ben più note contro difterite e tetano.  Era abbastanza comune, dunque, che eventi avversi di varia natura avvenuti nel corso del primo anno di vita venissero ascritti a quella vaccinazione. Una storia analoga, in quello stesso periodo, accadde per esempio nel Regno Unito. Stessa vicenda: sospetto di neuropatie causate dal vaccino antipertosse > sospensione della vaccinazione > ritorno della pertosse con morti e feriti > ripresa della vaccinazione.

Ovviamente, sui siti di propaganda antivaccinista, la storia del Giappone viene raccontata diversamente. Non si fa riferimento ai 41 morti per pertosse nel 1979, bensì ad una fantomatica riduzione di eventi avversi vari dopo la sospensione della vaccinazione, che viene descritta – attraverso il telefono senza fili – come: ”riduzione degli eventi avversi gravi”, “riduzione dei casi di SIDS”, “riduzione della mortalità infantile”. Scommetto che da qualche parte ci sia scritto che in quel periodo in Giappone sia anche diminuito l’autismo.

Ma da dove è partito il telefono senza fili di questa bufala? Credo di averlo individuato in un post su internet del dottor Raymond Obomsawin, la cui biografia può essere letta alla pagina 993 della Encyclopedia of American Loons.

Sapete cos’è l’Enciclopedia degli American Loons? E’ la lista documentata dei più famosi “tipi strambi” americani. Il Dr. Obomsawin si è meritato il posto #993. Raymond Obomsawin, infatti, pur definendosi uno “scienziato che ha pubblicato più di 85 lavori scientifici”, in realtà è solo un tizio che ha un titolo di dottorato, non ha mai operato in nessun ente di ricerca e l’unica pubblicazione che compare in Pubmed a suo nome è un “commentary” dal titolo “A statement on Indian health”. Un po’ pochino per definirsi un ricercatore di successo. Inutile a dirsi, Raymond Obomsawin è un citatissimo punto di riferimento della propaganda anti-vaccinista. Non mi meraviglierei di vederlo invitato come ospite straniero ad una prossima conferenza dell’Ordine dei Biologi.

Nell’attesa vi segnalo una referenza (vera) che racconta la storia (vera) della vaccinazione anti-pertosse in Giappone:

Watanabe M, Nagai M. Acellular pertussis vaccines in Japan: past, present and future. Expert Rev Vaccines. 2005 Apr;4(2):173-84.

Sempre sperando che ci sia chi possa chiudere la porta su questa imbarazzante vicenda.

 

 

 

 

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

4 Comments on "Bufale dal Sol Levante"

  1. Quindi non è vero neanche quello che dice sulla SIDS?

    • Cero che no! Ad oggi non esiste una sola evidenza che metta in relazione la SIDS con alcun vaccino

  2. StartupBrett | 16 marzo 2018 at 17:30 | Rispondi

    Grazie Pino

  3. Luigi Roberto Biasio | 18 marzo 2018 at 8:39 | Rispondi

    Vorrei aggiungere un commento a proposito di SIDS e vaccini anti-pertosse: a causa della sua reattogenicità il vaccino a cellule intere fu sostituito con quello acellulare, sicuramente meglio tollerato. Ricordo però che anche il vaccino a cellule intere fu oggetto di informazioni non veritiere in Francia, negli anni ’80, quando era largamente utilizzato: infatti con l’aumentare della copertura vaccinale aumentarono i casi di SIDS e il vaccino ne fu da molti ritenuto responsabile. Pochi fecero caso al fatto che in quel periodo era pratica comune far dormire i neonati a faccia in giù: quando i pediatri, nel 1992, raccomandarono la posizione supina, i casi di SIDS praticamente scomparvero, malgrado il vaccino continuasse ad essere utilizzato in larga misura. Questo solo per confermare che non c’è relazione tra vaccini e SIDS, nemmeno con quelli che erano considerati più “pericolosi”, comunque ora non più utilizzati, e per sottolineare come sia complicato attribuire la causalità degli eventi avversi dopo vaccinazione.

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