Meglio feriti

Non è ancora conclusa la stagione influenzale, ma la macchina per produrre il vaccino per la prossima stagione è già al lavoro.

Il 22 febbraio l’OMS ha pubblicato le raccomandazioni per la produzione del vaccino universale per la stagione 2018-19 nell’Emisfero Nord:

A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09-like virus;

A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2)-like virus;

B/Colorado/06/2017-like virus (B/Victoria/2/87 lineage);

più un

B/Phuket/3073/2013-like virus (B/Yamagata/16/88 lineage) da aggiungere ai vaccini tetravalenti.

Cosa cambia rispetto al vaccino che abbiamo fatto lo scorso anno? Due ceppi di riferimento sono nuovi: quello H3N2 ed il B/Victoria sono, per così dire, nuovi di zecca.

Durante la stagione appena passata, la circolazione di virus influenzali nel mondo, ovviamente, non è stata omogenea. Osservando la mappa fornita dall’OMS si nota in particolare come in Nord America abbiano prevalso i ceppi di tipo A, con una buona proporzione H3N2, mentre in Europa a farla da padrone sono stati virus di tipo B.

Eppure il vaccino sembra aver funzionato maluccio sia in Nord America che in Europa. In effetti quest’anno si sono sovrapposte due diverse problematiche che, ironia della sorte, hanno ciascuna decretato il parziale fallimento del vaccino rispettivamente in Nord America ed Europa:

  1. Il ceppo H3N2 contenuto nel vaccino sembra aver subito modifiche significative rispetto al ceppo originale nel corso del suo adattamento alla riproduzione nelle uova per la produzione del vaccino. Il risultato finale è che il virus utilizzato per i vaccini era decisamente diverso da quello che alla fine è circolato in prevalenza in Nord America
  2. In Europa (Italia in primis) la maggior parte dei casi sono stati causati dal ceppo B lineage Yamagata. Solo chi ha utilizzato un vaccino quadrivalente, e non era certo la maggioranza, è stato protetto contro tale virus.

Insomma, per una combinazione di mutazioni virali in corso d’opera ed errori nella scelta del vaccino (se abbiamo un quadrivalente, usiamolo!) ancora una volta la sanità pubblica ammette di aver perso la battaglia ciclica contro l’influenza.

Ma, sempre per usare una metafora bellica, meglio feriti che morti. In ogni caso, anche in una situazione così svantaggiosa, comunque la vaccinazione ha permesso di evitare una proporzione consistente di casi. Secondo le prime stime del CDC, negli Stati Uniti il vaccino ha mostrato un’efficacia del:

  • 25% nei confronti dell’H3N2 (e lo aspettavamo)
  • 67% nei confronti dell’H1N1 (il ceppo pandemico funziona ancora bene)
  • 42% nei confronti dei ceppi B

Su tutti i ceppi l’efficacia è stata in media del 36%. Ma, come abbiamo detto, negli USA la circolazione del H3N2 è stata preminente.

Speriamo che il prossimo anno vada meglio. Comunque vada, davanti ad un virus che colpisce il 10% della popolazione in poche settimane e lascia dietro la sua bella scia di morti e feriti, vaccinarsi resta ancora la migliore arma di difesa.

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

3 Comments on "Meglio feriti"

  1. Finalmente un altro post.
    Però dovresti pubblicare qui i tanti che hai scritto su FB altrimenti rimarranno nel dimenticatoio dove già si trovano;)

  2. Grazie Erminia! 🙂

  3. Luca. E” vero, ho usato la q al posto della C.Riconosco l”enormità dell”errore. Per il reso della sbrodolata, ti potevi risparmiare la fatica. Non solo ho avuto un figlio che ora ne ha due dei suoi tutti regolarmente vaccinati , come del resto è stato per me. E” ridicolo insistere su questa posizione.i numeri mondiali parlano chiaro su milioni dipersone vaccinate. Quando ero bambino si moriva di poliomielite,menegite,e altre malattie debellate dai vaccini.Poi, vai a vedere quanta gente motiva di tubercolosi all”inizio del 900 fino al dopoguerra,e quanti ora. Sono decenni che i medici sanno che non vanno vaccinati soggetti con difese immunitarie al disotto del normale e altre situazioni anomale. La guerra ai vaccini è una dimostrazione di negazione della scienza in nome del nulla, dettata da una totale non conoscenza di ciò di cui si parla.

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