Nati con la camicia

Ho sentito dire che va in giro per conferenze un tipo che afferma senza vergogna che non è necessario vaccinare i bambini contro il tetano. O che, almeno, prima di vaccinarli bisognerebbe controllare il loro titolo anticorpale contro il tetano. Secondo lui sarebbero moltissimi i bambini che hanno gli anticorpi contro il tetano e quindi non devono essere vaccinati.

Ragioniamo. Gli anticorpi circolanti li posso avere se:

1. Li ho acquisiti passivamente durante la gravidanza, attraverso il passaggio placentare;

2. Li ho acquisiti passivamente attraverso una somministrazione esterna (immunoglobuline);

3. Mi sono beccato il tetano e sono sopravvissuto;

4. Mi sono vaccinato.

Non esistono altre possibilità. Alcune infezioni possono essere contratte in maniera inapparente e lasciare immunità senza avere il ricordo della malattia. Il tetano no.

Insomma, per un bambino non vaccinato l’unica possibilità di avere in circolo anticorpi contro il tetano è di averli acquisiti dalla madre durante la gravidanza. Effettivamente, nel caso in cui la madre sia correttamente vaccinata (cioè abbia fatto un richiamo vaccinale da poco tempo) potrebbe avere una quantità di anticorpi nel proprio sangue in concentrazione sufficiente a farne passare una certa parte nel circolo fetale. Questo avviene di norma nel terzo trimestre e il rapporto fra anticorpi materni e anticorpi nel circolo fetale raggiunge il suo massimo proprio durante le ultime settimane di gravidanza. Il questo caso il neonato possiede un certo patrimonio di anticorpi contro il tetano donati dalla madre (vaccinata, altrimenti non se ne parla).

Purtroppo, però, questo piccolo tesoretto materno viene presto dissipato. Perché . Hanno una loro emivita precisa: cioè ogni 20-30 giorni dimezzano la loro concentrazione, fino a scomparire del tutto. Ecco perché i bambini bisogna vaccinarli contro il tetano e bisogna farlo presto. Perché prima che il neonato acquisisca i propri anticorpi prodotti attivamente dal proprio sistema immunitario deve aver fatto un ciclo vaccinale completo.

Per essere protetti contro il tetano bisogna avere un buon livello di anticorpi circolanti. Ecco perchè è importante seguire il calendario vaccinale in modo rigoroso: ciclo primario e richiami regolari. La cosiddetta memoria immunitaria (cioè avere delle cellule “memoria” pronte a produrre gli anticorpi all’occorrenza, al primo incontro con il batterio), nel caso del tetano non è sufficiente. La tossina tetanica, infatti, una volta che si è legata ai recettori nervosi produce il suo danno e non viene rimossa dagli anticorpi che si formano successivamente. La tossina, cioè, deve essere bloccata subito e quindi più tardi gli anticorpi si formano nel sangue, più tossina si legherà al sistema nervoso e maggiore sarà il danno.

Credo dunque sia più che evidente che quella degli “anticorpi naturali” contro il tetano sia una balla clamorosa messa in giro da persone profondamente ignoranti (quello che ho scritto si legge nella prima pagina del primo capitolo di un testo anche vecchio di immunologia) o, peggio, in malafede. Il risultato, purtroppo, è che oggi qualche genitore cade nella trappola tesa da questi ciarlatani e lascia i propri figli scoperti nei confronti di una malattia così terribile. Mi sento di dire a questi genitori di non confidare tanto nel fatto che i loro figli siano nati con la camicia e quindi di non sfidare la sorte. Perché con gli anticorpi “naturali” di certo non sono nati.

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

5 Comments on "Nati con la camicia"

  1. Giorgio Donrilla | 17 dicembre 2017 at 12:56 | Rispondi

    Più che commento è piena condivisione. È
    anzi inaudito che se ne debba ancora
    parlare!

  2. Luisella Marro | 12 gennaio 2018 at 20:43 | Rispondi

    Non so se sto’ utilizzando lo spazio giusto…ma vorrei avere da lei qualche notizia in più sul vaccino del Meningococco b.
    In Piemonte viene offerto gratuitamente ai nuovi nati, ma percepisco ancora un po’ di diffidenza…il fatto che sia un vaccino relativamente giovane, e che negli States venga raccomandato agli adolescenti ma non ai neonati.
    La ringrazio fin d ora di un suo chiarimento.

    • Il vaccino contro il meningococco B è solo apparentemente un vaccino “giovane”. Infatti è da poco stato inserito nel calendario italiano, ma prima di questo è stato sottoposto alla lunga serie di studi clinici necessari prima di approvare un vaccino. Negli USA è utilizzato negli adolescenti perché lì il ceppo B circola prevalentemente negli adolescenti. In Europa il ceppo B attualmente è invece il primo ceppo di meningococco diffuso fra i neonati e bambini. Nel Regno Unito si usa ormai dal 2015 in una schedula a tre dosi (2-4-12 mesi) e ad oggi ha mostrato una buona efficacia e un ottimo profilo di sicurezza. Spero, con queste informazioni, di averla tranquillizzata.

  3. Luisella Marro | 12 gennaio 2018 at 20:58 | Rispondi

    Tengo a precisare che sono madre di un neonato che presto dovrà iniziare calendario vaccinale.
    Seguo ormai da un po’ i suoi interessantissimi contributi, la ringrazio per la luce che lei porta in questo marasma di cattiva informazione.
    Mi chiedo però perché anche il meningo b non venga reso obbligatorio, così da evitare ad un neo genitore di cadere vittima di cattivi consiglieri.
    …?

    • Il Vaccino meningo B è stato escluso dalla lista dei vaccini obbligatori dopo il dibattito del decreto tenuto in Senato. Come ogni legge, anche quella dell’obbligo è il risultato di una mediazione e quindi le scelte finali sono frutto di considerazioni politiche ed economiche oltre che scientifiche. Non dimentichiamo però che il vaccino è inserito nel Piano Nazionale della Prevenzione e quindi deve essere offerto gratuitamente a tutti i nuovi nati. Dipende poi dalle regioni se offrire la gratuità solo a partire dai nuovi nati nel 2017 o estenderla a qualche altra coorte di nascita.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*