Indovina chi?

E’ tempo di vaccinarsi contro l’influenza. Si, ma per chi?

La circolare del Ministero della Salute, che ricalca le principali linee guida internazionali, è chiara in proposito. Esiste una lista di gruppi di cittadini che devono vaccinarsi prioritariamente, che possiamo distinguere in quattro grossi gruppi:

  1. Coloro che per età o per condizioni concomitanti sono a più alto rischio di ammalarsi o di sviluppare forme gravi di influenza
  2. Coloro che vivono a stretto contatto con soggetti appartenenti al gruppo 1
  3. Coloro che per motivi di lavoro non possono permettersi il lusso di stare ammalati durante la stagione influenzale
  4. Coloro che, sempre per motivi professionali, sono a contatto con animali e pertanto potrebbero infettarsi di forme aviarie o suine di influenza e favorire il riassortimento genetico dei virus.

La lista dettagliata delle categorie da vaccinare può essere consultata a questo link.

Facendo due conti, la prima categoria include quasi metà della popolazione italiana: sono gli ultrasessantacinquenni, a cui aggiungere chiunque soffra di malattie croniche e le donne in gravidanza. Se nella seconda categoria dobbiamo includere chi convive con qualcuno appartenente alla categoria 1, penso che già così raggiungiamo il 100% della popolazione. Chi non ha un genitore anziano o un nonno che va a visitare frequentemente durante la stagione influenzale? Inoltre, se sommiamo le categorie lavorative 3 e 4 facilmente colmiamo quel buco rappresentato da un giovane in ottima salute che non frequenta nessun amico o parete un poco acciaccato.

Insomma, alla fine, il Ministero farebbe prima a dire, nella sua circolare, chi NON dovrebbe vaccinarsi.

Come nel gioco “Indovina chi?” dove, con poche domande dovevi indovinare per esclusione il personaggio nascosto dall’avversario, ho provato a fare l’identikit di chi NON dovrebbe vaccinarsi contro l’influenza. Eccolo qui:

  • adulto, in buona salute
  • normopeso
  • con test di gravidanza negativo
  • che non stia vicino a nessun soggetto a rischio
  • che non svolga una attività di pubblica utilità
  • non faccia il veterinario
  • non allevi galline

Forse, in Italia, una o due persone con queste caratteristiche con un po’ di impegno riusciamo a trovarle.

Negli USA, la commissione federale che emette raccomandazioni sulle vaccinazioni ormai da anni raccomanda la vaccinazione antinfluenzale a tutti i cittadini americani, mettendo comunque in rilievo che le categorie ad elevato rischio devono vaccinarsi prima degli altri. Una frase semplice semplice: “Routine annual influenza vaccination is recommended for all persons aged ≥6 months who do not have contraindications“. In questo modo, oggi, più della metà degli americani, ogni anno, si vaccina contro l’influenza.

 

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

30 Comments on "Indovina chi?"

  1. Mi chiedo, chi si sobbarca la spesa del vaccino, il singolo o la ASL? Inoltre come facciamo a gestire una vaccinazione così a tappeto se già sono in difficoltà con quelle dei bambini?
    Ad esempio, da noi (Scozia) i bambini li vaccinano a scuola, ma le altre categorie devono pagare e fare da sé – ma non so come funzioni per gli anziani…

  2. Francesco Di Reda | 31 ottobre 2017 at 16:33 | Rispondi

    Quindi tutti i medici, paramedici, dottori, infermieri e operatori sanitari in primis?
    Sarebbe belli fare un’indagine in tal senso e scoprire quanti si sono vaccinati..
    IENE! Scelgo voi ;p

    • Gli operatori sanitari TUTTI dovrebbero vaccinarsi già secondo le attuali disposizioni della circolare ministeriale. Secondo le statistiche, solo una quota fra il 15% ed il 30% dei sanitari in realtà si vaccina contro l’influenza

  3. Cos’è esattamente chochrane? è una fonte affidabile?

  4. Intervista di Paolo Barnard al Dott. Thomas Jefferson, Cochrane Collaboration Senior Author, Università di Oxford, Center for Evidence Based Medicine.

    Si legge nell’intervista: “Vaccini inutili invece ne esistono di certo. Ho già citato la molto dubbia validità di inoculare quello per bambini detto Haemophilus B, ma spettacolare è il caso di quello anti influenzale moderno, o di quello per gli anziani chiamato antipneumococcico. Questi sono proprio inutili, e ci sono le prove da anni. Noi al Chochrane lo diciamo da 25 anni, ma sa, c’è l’aspetto politico qui che si mette di mezzo”.

    Jefferson è un somaro??!

    • Conosco personalmente Tom Jefferson e non è un somaro. Le discussioni con lui ed il gruppo Cochrane sono di alto livello e si inquadrano perfettamente nell’ambito della discussione scientifica. Jefferson è famoso per un suo atteggiamento “rigido” nei confronti di alcune vaccinazioni (influenza soprattutto, ma anche pneumococco; mi stupisce che dica certe cose su haemophilus, perchè su quello sarebbe inesorabilmente smentito). Il tema del dibattito è soprattutto il valore costo-efficacia di certe vaccinazioni, su cui lui non concorda. Vaccini come influenza e pneumococco hanno una efficacia protettiva variabile, dipendente molto dai ceppi circolanti nella popolazione. E’ facile trovare una stagione in cui il vaccino contro l’influenza ha un’efficacia del 30%. Jefferson sostiene che un vaccino così sia inutile, la maggior parte degli esperti di sanità pubblica (incluso OMS) sostiene invece che il vantaggio a livello di popolazione sia comunque alto: risparmiare ogni anno anche la sola metà dei casi di influenza è comunque un guadagno per la sanità pubblica.
      Come vede si tratta di un dibattito serio e sostenuto da prove. Spesso alle pubblicazioni scientifiche di Jefferson seguono pubblicazioni che cercano di dimostrare che lui abbia torto. E spesso ci riescono 🙂

      Questo sta a dimostrare come non mondo scientifico non esistano “fazioni” por- e contro- ma esistono ricercatori che studiano e cercano di dimostrare con le prove quello che dicono, partendo anche da punti di vista diversi. L’evidenze scientifiche si costruiscono appunto così.

      • Ho gugolato l’intervista di cui si parla (CREDO) e non mi pare che questo Jefferson (che io NON conosco né di fama, né di persona) dica niente di che.
        OK, non gli piace l’antinfluenzale, ma credo sia in buona compagnia. A parte questo non mi sembra che quello che afferma sia così sconvolgente.
        Per contro mi ha davvero innervosito il “giornalista”, tant’è che più di una volta mi sono trovato a dire allo schermo, “ma ti vuoi stare ZITTO!!!” Poteva riportare l’intervista tutta di fila e tenersi i commenti per dopo.

        • esattamente il motivo per cui non ho voluto fare commenti. Era il classico articolo “acchiappa-click” a cui non mi va di fare pubblicità

  5. Sarebbe interessante se trovasse il tempo di leggere e commentare tutta l’intervista

    […]

    • Gent.ma Mery
      mi dispiace ma le ho cancellato il link dal suo commento. Si tratta davvero di robaccia propagandistica e pseudogiornalismo scandalistico. Tom Jefferson lo conosco abbastanza bene: è una persona seria, usare alcuni suoi virgolettati in quel modo è davvero scorretto.

  6. Scorretta è la sua informazione. Un medico serio se crede in un trattamento di certo lo consiglia e ne motiva la scelta, ma farebbe presente che ci sono altri professionisti che consigliano cose diverse e chiarirebbe i motivi per cui ci sono opinioni diverse. Se Jefferson è persona autorevole perchè non vuole commentare la sua intervista? Sarebbe un buon dibattito. Ha forse paura di mettersi in discussione? Il dibattito è la base della scienza.
    Visto che conosce personalmente Jefferson potrebbe chiedere conferma riguardo alle sue affermazioni nell’intervista di Barnard in modo da fare chiarezza sull’argomento

    • Mi dispiace ma qui si è vittima di un grosso equivoco. Il dibattito scientifico è una cosa, la propaganda un’altra. Io rispetto le ipotesi e le opinioni di Tom Jefferson e, se non sono d’accordo, rispondo ad un suo articolo scientifico o con un altro articolo scientifico che lo smentisce o, magari, con una lettera all’editore in cui spiego le mie critiche. Lei mi ha linkato un articolo di brutto giornalismo in cui si virgolettavano alcune cose che Jefferson avrebbe detto in una intervista telefonica. Questo non è dibattito scientifico, ma neanche giornalismo. Cara Mery, se vuole capire davvero cosa dice Jefferson, legga un suo articolo. Uno scritto di suo pugno. Non le interviste farlocche riportate in qualche blog. A quel punto io sono felice di dirle su cosa e perchè non sono d’accordo. La prego di non farmi perder tempo a legger robaccia.

  7. “credo che il dibattito scientifico sia l’unico modo per avvicinarsi al miglior livello di verità possibile” indovini un po’ di chi è questo virgolettato!
    Home page del suo blog.

  8. Ecco il problema della classe medica: arroganza e chiusura mentale. Nell’intervista ci sono affermazioni secondo me importanti e che sono spunto di riflessione, a prescindere che sia un’intervista o un articolo scientifico. Jefferson scrive cose serie negli articoli e dice minchiate ai giornalisti? Se è robaccia ciò che J. ha detto nell’intervista dovrebbe essere facile per lei smentire ogni singola affermazione. Perchè non lo fa? Forse le affermazioni di J. sono piuttosto solide…

    • Arroganza? Chiusura mentale? mi dispiace ma stiamo davvero perdendo la bussola. Fossi arrogante o chiuso mentalmente 1) non perderei il mio tempo (gratis) su queste pagine; 2) avrei semplicemente cancellato tutti i post (incluso quest’ultimo) il cui tono fosse fuori dalle righe.
      Fatta questa tara, riprendiamo il discorso. Il mio rifiuto a rispondere a quanto affermato nell’intervista non è perché ritengo che Jefferson abbia affermato falsità o “detto minchiate ai giornalisti”. E’ che non ritengo attendibile nè il tono nè il contenuto di quell’intervista. Si tratta di u no spezzatino di virgolettati probabilmente montati ad arte per far dire a Jefferson quello che il giornalista voleva fargli dire.
      La differenza fra un articolo scientifico e un articolo su un blog? Presto detto: su questo blog io posso dire quello che mi pare. Nessun controllo, nessuna verifica. Se un mio collega mi dovesse smentire, io potrei facilmente cancellare i suoi commenti, ecc. Mi spiego? Zero valore scientifico. Se invece pubblico qualcosa su una rivista seria, l’editore prima di pubblicare quello che dico lo sottopone al controllo almeno di 3 esperti nel settore che fanno le pulci a quello che ho scritto. E non basta. Una volta pubblicato l’articolo, se un altro ricercatore si accorge di un errore o non è d’accordo con l’interpretazione dei risultati manda una lettera al giornale che l’editore pubblica. Ora capite perchè quello che è scritto su una rivista scientifica vale un po’ di più di un virgolettato di un ignoto giornalista su un blog non controllato da nessuno?

      Un altro equivoco. Io sono qui su questo blog non per aprire sfide dialettiche. Mii sono messo a disposizione in modo che se qualche lettore ha dubbi su questi argomenti possa avere un esperto per chiarirseli. Ecco perchè non posto e cancello qualsiasi link a pagine di propaganda. Di qualsiasi colore essa sia. Spero che i lettori di questo blog possano finalmente distinguere una fonte attendibile da un sito di propaganda.

  9. settembre 2011, The National Institutes of Healths, National Center for Biotechnology Information pubblicava lo studio dal titolo “Infant mortality rates regressed against number of vaccine doses routinely given: Is there a biochemical or synergistic toxicity?”, dei ricercatori Neil Z Miller e Gary S Goldman.

    Quindi riassumendo e tornando all’argomento vaccino anti influenzale, lei sostiene che al cochrane non hanno mai pubblicato qualche review che sostiene che l’anti influenzale è inutile?

    • Chi è più esperto di me potrà commentare l’articolo.
      Mi limito a far presente che l’IF della rivista nel 2016 era 1,8 (il Lancet ha quasi 48 e come tutti sanno anche loro toppano…). La rivista è al 66/92 posto in tossicologia. Infine gli autori sono uno un informatico e l’altro uno psicologo.
      Forse si può fare di meglio, ma magari questo studio è d’oro… Chi lo sa 😉

    • Caro Oscar, hai appena dato prova du come nasce e cresce una bufala scientifica. Riporti un articolo dicendo che è pubblicato dai National Institutes of Health, o comunque da qualcuno affiliato ai NIH, cioè il maggiore ente di ricerca americano. Purtroppo ti sei fidato da chi ti ha girato questa bufala e non hai controllato la fonte: Neil Miller è un noto antivaccinista che ha un suo blog “Think Twice”. Ha scritto qualche libro e null’altro. Altro che NIH.
      Detto questo, l’articolo è un lavoretto di correlazione che mette insieme il numero di dosi nel calendario vaccinale in una nazione e i livelli di mortalità infantile. In pratica viene fuori che in USA esiste una mortalità infantile più alta che da altre parti perchè ci sono più vaccini! La causa della mortalità infantile elevata in USA è bel nota da tempo e, altro che vaccini, è causata da uno scarso accesso alle cure da parte delle fasce più povere della popolazione. E’ uno dei motivi per cui Obama ha lottato per inserire l’Obamacare.
      Insomma, mi hai girato un articolo che vale scientificamente come il due di briscola che viene fatto girare sui blog no-vax come uno studio degli NIH.

      Rispetto alla seconda domanda. E’ ovvio dal tuo tono che hai già visto l’articolo di Jefferson per la Cochrane collaboration (non so se ti riferisci a quello sui bambini, sugli operatori sanitari o sugli anziani). Credi davvero che uno come me che lavora in questo campo (ci lavoro, non è un hobby) non legga la letteratura scientifica? La posizione di Jefferson, la conosco bene, l’ho già scritto in un commento precedente. Non sono d’accordo con la sua impostazione. Esistono molte prove scientifiche che lo contraddicono. Resta il fatto che gli attuali vaccini contro l’influenza sono imperfetti, ma sono l’unica arma che abbiamo per ridurre il carico di una malattia che ogni anno fa migliaia di morti fra gli anziani e i soggetti più deboli.

      Morale della favola: torno a dire quanto detto precedentemente. Io sono qui per chiarire dubbi a chi vuole imparare qualcosa su malattie infettive e vaccini. Non cercate di fare commenti e domande per tentare di mettermi in difficoltà. Mi fate perdere tempo e ci rimediate molto poco

  10. In realtà non ho letto l’articolo di Jefferson, cerco solo di ragionare sulle risposte che mi hai dato o non dato. Tentando di metterti in difficoltà concludo che cerchi di nascondere il fatto che ci sono posizioni fortemente diverse sull’argomento da parte degli esperti. Questa io la chiamo propaganda.
    PS. Potresti linkare l’articolo di Jefferson dato che è persona seria e non robaccia dello pseudogiornalistascandalistico Barnard?

    • Vedi? E’ in questo che consiste la propaganda: nel “propagandare” idee senza riportare fatti. Chi cade nella propaganda è proprio chi, leggendo roba di seconda mano, ci crede e rafforza i propri preconcetti. Detto questo, il fatto che io nei miei post non abbia mai nominato la posizione di Jefferson è perché la sua è una posizione assolutamente minoritaria che nel panorama scientifico ha un peso relativo. Però, poichè le sue opinione sono degne di rispetto, quando io parlo di vaccinazione influenzale non mi permetterei mai di fare affermazioni assolute, per esempio, sulla necessità di vaccinare i bambini, proprio perchè su questo tema non esiste evidenza scientifica molto forte. I lavori di Jefferson li cito se in un articolo scientifico si dibatte il tema della vaccinazione antinfluenzale. Questo è un esempio di lavoro fatto sulla vaccinazione antinfluenzale nei bambini (una delle questioni più dibattute da Jefferson): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22895945 leggendolo vedrai che i termini della questione sono molto sfumati. Lui stesso dice che esiste evidenza dell’efficacia del vaccino nei bambini con più di due anni di età, ma non al di sotto. Attenzione: nel linguaggio scientifico dire “non esiste evidenza” non significa che “esiste evidenza che non sia efficace”, significa solo che gli studi al di sotto dei due anni sono insufficienti per trarre conclusioni robuste.

      • Certo, rafforzo i miei “preconcetti” perchè hai fatto di tutto per non rispondere e chiarire una dichiarazione di un altro medico con posizione autorevole quanto la tua. Se io ignorante devo fare l’antinfluenzale chi tra i due personaggi autorevoli ascolto? Non di certo chi mi dà la sensazione di essere poco trasparente. Cosa significa poi posizione minoritaria? Pochi la pensano come lui o poche evidenze a sostegno della sua tesi?

        • Davvero non capisco in cosa si può ravvisare scarsa trasparenza. Trasparenza di che? Ti ho dimostrato che conosco bene la posizione di Jefferson (lo conosco personalmente), lui è uno dei pochi ricercatori al mondo che sostiene l’inutilità della vaccinazione antinfluenzale in alcune condizioni (questo significa posizione minoritaria). Per dire: l’OMS è di tutt’altro parere. Ti ho fornito gli articoli originali per poter giudicare direttamente. Jefferson stesso dice spesso che per alcune cose ci sono poche evidenze (non evidenze che non funzionino). Purtroppo il discorso è sempre lo stesso: questi argomenti sono complessi. Bisogna fidarsi di un medico e seguire il suo consiglio. Se si legge una notizia di seconda mano che riporta alcune affermazioni di Jefferson e ci si forma un giudizio su quello, pazienza.

  11. Mi permetto di linkare questa tedx talk la cui visione trovo sia assolutamente obbligatoria per tutti.
    https://youtu.be/eUvp5L8yRPQ
    (Non parla di vaccini, ma di scienza e verità).
    Il metodo che viene descritto va assolutamente applicato sempre, altrimenti non si va da NESSUNA parte.

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