Ricominciamo

Il decreto sull’obbligo è operativo. E i primi risultati già si vedono: dalle prime analisi disponibili e da racconti aneddotici di colleghi un po’ da tutta Italia, in poche settimane sono state recuperate le vaccinazioni che normalmente si facevano in mesi. A naso, entro la fine dell’anno 2-3 punti percentuali si copertura si potranno recuperare.

Possiamo cantare vittoria? Se volevamo bloccare la deriva del calo delle coperture certamente si. Ma la deriva su cui dobbiamo lavorare ora è un’altra. Tutto il dibattito che si è aperto in questi mesi sull’obbligo ha evidenziato un’altra deriva ben più grave del semplice calo delle coperture. E’ una deriva culturale e sociale che deve essere arginata con urgenza. E su questa deriva l’obbligo non potrà farci nulla.

E’ notizia di questi giorni il caso di una mamma che voleva affermare il suo diritto a praticare il Lotus Birth in ospedale. Per chi non lo sapesse si tratta della “procedura di nascita in cui il cordone ombelicale non viene reciso e il neonato resta collegato alla sua placenta. Pochi giorni dopo la nascita (dai 2 ai 10, ma di media 3/4) il cordone si separa in modo naturale dall’ombelico del bambino. Il distacco avviene quando entrambi, bambino e placenta, hanno realmente concluso il loro rapporto e decidono sia giunto il momento della separazione.” Questo virgolettato è preso dal sito ufficiale che propone questa pratica e che per decenza non linko. Si tratta, insomma, di una delle tante minchiate new-age che si stanno velocemente affermando anche in Italia.

Questo episodio ci indica una emergenza che deve rappresentare il primo punto da cui ricominciare: ricostruiamo lentamente la cultura scientifica nel nostro Paese. L’unico argine verso le pratiche new-age, le nuove religioni, i nuovi santoni è il riaffermarsi del ragionamento logico-scientifico. Non sarà facile, ma almeno partiamo ora lavorando sulla prossima generazione.

Subito dopo (o subito prima) dobbiamo rispondere ad un’altra emergenza: la scarsa cultura della vaccinazione fra gli operatori sanitari. Non parlo di quei pochi medici che hanno fatto dell’antivaccinismo un business. Parlo dei tanti operatori sanitari che quando sentono parlare di vaccini storcono il naso. Lo storcono a tal punto che quando si tratta di farsi una punturina per evitare di accoppare i propri assistiti trovano mille scuse e non la fanno. Questa scarsa cultura fa, anche in questo caso, il paio con la scarsa attitudine a considerare la medicina una scienza, ma piuttosto una raffinata pratica artigianale.

Due emergenze da non sottovalutare, due direzioni da prendere immediatamente.

  1. Avviamo con urgenza una riforma dei contenuti scolastici dove al metodo logico-scientifico venga dato molto più spazio.
  2. Miglioriamo la qualità dell’insegnamento nelle nostre Università dando più spazio ai temi della medicina basata sulle evidenze. Imponiamo a tutti gli operatori sanitari almeno un corso ECM annuale sulle vaccinazioni. Perseguiamo con forza quei medici che si affidano a pratiche alternative non supportate dall’evidenza.

Ricominciamo. Da qualche parte dobbiamo ricominciare.

 

 

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

2 Comments on "Ricominciamo"

  1. Se devo dire la verità questo post lo avrei intitolato “Continuiamo!” in quanto il “ricominciare” c’è già stato proprio con la legge sull’obbligo vaccinale.

    Il ministero deve fare MOLTO e su MOLTI fronti. Purtroppo è stato TANTO carente e ha permesso la deriva su MOLTI fronti (alcuni che mi sono particolarmente cari). Se il ministero non aiuta difficilmente si potranno fare cambiamenti concreti.

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