Chi risica rosica?

L’ultimo bollettino settimanale sul morbillo ci racconta una epidemia che non fa promettere nulla di buono per la riapertura delle scuole.

Ma cosa rischia un bambino non vaccinato a trovarsi in una situazione epidemica del genere? Possiamo stimare questo rischio sulla base delle informazioni disponibili?

Ci proviamo. Prendiamo la fascia di età pre-scolare da 1 a 4 anni. Sotto 1 anno tralasciamo la stima, visto che si tratta di poveri innocenti che non avrebbero potuto vaccinarsi anche a volerlo. Gli esperti di Ministero e ISS ci dicono che l’incidenza media di morbillo in quella fascia di età è pari a 24 casi ogni 100.000 abitanti. Un  po’ difficile a figurarsela. Se la trasformassimo in percentuale, parleremmo di un rischio pari a 0,024%. Direi bassino.

Ma ragioniamo sui numeri: questo rischio equivale al rischio medio di un qualsiasi bambino italiano di età fra 1 e 4 anni. Indipendentemente da dove vive e se si sia o meno vaccinato. Proviamo a concentrarci su un’area epidemica, come la Regione Lazio.

In Lazio si sono verificati 1.354 casi. Di questi, 162 dovrebbero essersi verificati nella fascia di età 1-4 anni (il 12%). E, di questi, 144 (l’89%) non erano vaccinati. Nella regione in quella fascia di età sono residenti 210.817 bambini. Ipotizzando una copertura vaccinale media dell’89%, nel Lazio sono residenti 23.190 bambini non vaccinati contro il morbillo fra 1 e 4 anni. Di questi 23.190 bambini suscettibili, 144 hanno preso il morbillo: cioè 1 bambino ogni 161 o, in percentuale, lo 0,6%.

Il rischio per un bambino non vaccinato in una situazione epidemica (quindi in una singola stagione) è quasi dell’1%. Questa stima è molto realistica, visto che, in assenza di vaccinazione, la probabilità di contrarre il morbillo nel corso della vita è virtualmente pari al 100%.

Molto? Poco? Confrontiamo questo rischio con i rischi legati alla vaccinazione. La complicanza più grave che può dare una vaccinazione con MPR è la trombocitopenia (calo di piastrine), stimata in 1 caso ogni 40.000 vaccinati, cioè lo 0,0025%. Nella casistica italiana la trombocitopenia era presente nel 4% dei casi di morbillo. 4% contro lo 0,0025% della vaccinazione.

Nota: da sottolineare che tutti questi calcoli sono basati su dati di sorveglianza, che notoriamente sono sottostimati. Probabilmente il rischio reale nella popolazione è maggiore.

In sostanza: se vogliamo giocare alla roulette con i nostri figli e li lasciamo senza copertura vaccinale in una situazione epidemica li stiamo sottoponendo ai seguenti rischi:

0,6% di prendere il morbillo

0,06% di avere una polmonite da morbillo

0,06% di avere una epatite da morbillo

0,05% di avere una insufficienza respiratoria

Se dunque pensate che il rischio di malattia per un bambino non vaccinato sia basso, proprio in questo momento vi sbagliate di grosso.

 

 

 

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

23 Comments on "Chi risica rosica?"

  1. “Il rischio per un bambino non vaccinato in una situazione epidemica (quindi in una singola stagione) è quasi dell’1%. Questa stima è molto realistica, visto che, in assenza di vaccinazione, la probabilità di contrarre il morbillo nel corso della vita è virtualmente pari al 100%.”

    Questo passaggio secondo me non si capisce… L’ho dovuto rileggere più volte, ma la storia dell1% è del 100% non mi è chiara.

    Inoltre, se ho capito bene 1 individuo su 10 che prende il morbillo dovrà vedersela con polmonite, epatite o non so cos’altro?

    Secondo me sarebbe più chiaro usare numeri e non percentuali. 1 bambino su 160 prenderà il morbillo. Di questi, 1 su 10 avrà complicazioni quali x-y.
    Facciamo il paragone tra l’effetto peggiore del vaccino che colpisce 1 bambino vaccinato su 40000, ma 1 su 25 se prende il morbillo. Quindi nel Lazio tra i non vaccinati che prendono il morbillo se la beccheranno in poco più di 50, mentre tra i vaccinati meno di 5 (se ho fatto bene i conti).

    Insomma usando numeri veri secondo me il messaggio arriva prima (anche se ho già detto in numerosi commenti, non farà alcuna presa su chi è vaccinato contro articoli come questo…). Speriamo serva ai dubbiosi, è per questo bisogna essere il più leggibile possibile.

    • Capisco il problema, pensavo fosse più semplice. Il fatto è che un rischio va espresso in percentuale. Inoltre, i numeri assoluti già ci sono: in un anno nel Lazio ci sono stati X bambini che hanno preso il morbillo e, di questi, Y avranno una polmonite. Ho paura che un numero assoluto aumenti ancora di più la distanza dalla realtà: “100 casi di morbillo fra i bambini? che vuoi che sia in una regione grande come il Lazio? sicuramente mio figlio non sarà fra quei 100”. Dire che ogni anno ho una probabilità su 100 di beccarmi la malattia se non mi vaccino, spero sia più immediato. Comunque, alla fine, chi non vuol capire non capirà

    • Premesso che sicuramente chi non vuol capire non capirà, a mio avviso quando parli del calo di piastrine ha più impatto dire che è più presente, in termini assoluti e non solo di percentuale, tra chi non si vaccina che tra chi si vaccina.
      La percentuale è difficile da visualizzare data l’enorme differenza numerica tra i due gruppi.

  2. Come al solito sbagli e cosa ci puoi fare…sei fatto cosi! Non è una epidemia, il morbillo è endemico.

  3. Questa analisi, ineccepibile, farà sicuramente poca presa su genitori che, a suo tempo, hanno avuto il 100% di probabilità di contrarre il morbillo e l’anno contratto, senza conseguenze: l’essere umano tende a giudicare in base alla propria esperienza.
    Sarebbe davvero opportuno che facesse preso sul Ministero delle Salute e sull’Assessorato del Lazio.
    Di fronte all’emergenza epidemica in atto nel Lazio, aver imposto per legge ulteriori sei vaccinazioni mentre ne occorreva una sola è un atto irresponsabile ed irrazionale.
    Si disperdono le risorse e si aumenta l’opposizione alle vaccinazioni vanificando l’obiettivo di arrestare la circolazione del virus.
    Sarebbe opportuna una forte presa di posizione della Società Italiana di Igiene che inviti il Ministero ad abrogare la legge 31 luglio 2017, n. 119, la quale molto difficilmente avrà effetti positivi.
    In più è urgente ottenere la realizzazione di un vaccino monovalente, per il morbillo, da somministrare pure agli adulti non immuni, in modo da porre rimedio al “building up” di suscettibili causato dalle politiche vaccinali degli ultimi decenni.
    Politiche irrazionali ed inefficaci che hanno minato la fiducia di parte della popolazione nelle Istituzioni Sanitarie.

    • Se ho fatto questo post è proprio perchè realizzo che esiste una percezione del rischio del morbillo e delle sue complicanze molto distorta fra chi non vuole vaccinare i figli. Credono che il rischio da morbillo non esista mentre il vaccino espone a chissà quali rischi.
      Sulla faccenda dell’obbligo, come ho ripetuto più volte, non commento. E’ una scelta di politica sanitaria che è stata pressa da chi ha la facoltà di farlo e, come tale, la rispetto. A me, come tecnico della materia, spetta il compito di valutarne l’efficacia. Vedremo. Sono invece assolutamente contrario alla faccenda del vaccino monovalente. Un adulto non vaccinato in precedenza è bene che faccia il trivalente. In assenza di un ricordo anamnestico certo non c’è bisogno di fare esami per verificare la presenza di anticorpi. Ci si vaccina e basta. Se ritorniamo al monovalente torneremo a fare lo stesso clamoroso errore del passato che ci ha portato ad avere oggi ancora in Italia la vergogna di casi di rosolia congenita.
      PS: un sondaggio fatto nella Siti (Società di Igiene) vede il 93% degli igienisti favorevoli al DL sull’obbligo. Credo che se si facesse fra i pediatri i risultati sarebbero simili.

  4. la storia dell’1% e del 100% tra non vaccinati credo che l’articolista non sappia cosa sia la statistica difatti pensa che se si ha un rischio dell’1% ogni anno allora in 100 anni si ha un rischio del 100% (che credo in dialetto medicale possa equivalere a una specie di certezza dell’evento, quella che dovrebbe essere la probabilità 1 cioè l’evento certo). ricordo però che gli eventi non hanno memoria e se si tira per 2 volte una monetina non è detto che mi esca di sicuro una volta testa solo perchè la probabilità che mi esca in un tiro solo sia del 50%

    • Purtroppo l’articolista è un epidemiologo e quando scrive queste cose si riferisce al concetto di incidenza cumulativa, che equivale al rischio annuale di malattia (incidenza assoluta su base annua) che si accumula durante gli anni. Quindi dire che si ha un rischio di malattia dell’1% l’anno non è la stessa cosa di dire che ogni anno lancio una monetina e quindi l’anno successivo la probabilità è la stessa dell’anno precedente. Se io quest’anno ho una probabilità di ammalarmi dell’1%, alla fine del prossimo anno, se le condizioni non sono cambiate (cioè se non mi sono vaccinato) la mia probabilità di essermi ammalato salirà al 2%.
      Resta il fatto che, poiché sto scrivendo su un blog divulgativo e non su un trattato di epidemiologia, debba necessariamente ricorrere a delle semplificazioni. Non ho quindi fatto cenno a concetti come la forza dell’infezione e, tanto meno, a modelli di propagazione.
      Le consiglio comunque una lettura per comprendere meglio questi concetti: https://www.amazon.it/Epidemiologia-facile-CD-ROM-Luigi-Lopalco/dp/8849000812, a detta delle migliaia di persone che lo hanno usato è molto ben scritto.

      • Chiunque con una laurea scientifica si rende conto che lei e l’intera classe medica avete grossi problemi di comprensione e utilizzo delle leggi della statistica, altrimenti non usereste in modo così disinvolto il concetto di “probabilità che ACCADA_QUALCOSA (supponiamo AMMALARSI) in un anno”, ammesso e non concesso che sia un concetto utile per qualche scopo. A chi può interessare la probabilità che un apparato si rompa in un anno, è molto più interessante sapere se si rompe o non si rompe, chi si alambicca con calcoli riguardanti la probabilità che un evento accada in un determinato periodo temporale lo fa magari per metterlo in relazione con un arco temporale più ampio in cui la probabilità è diversa (ad esempio di giorno o di notte, alla nascita o in vecchiaia, etc) ma mai si sognerebbe di cumulare le probabilità come se fossero eventi. E’ una distorsione di base del concetto di evento e di probabilità, mi meraviglio che a medicina l’epidemiologia utilizzi certi concetti in modo così disinvolto. con la scusa di essere divulgativo poi ? andiamo bene. scusa se ti do uno schiaffo ma lo faccio per farti capire meglio che ho ragione. questa è scienza ? questa è cialtroneria un tanto al kilo. se uno proprio vuole adoperare il concetto di evento in un periodo di tempo e farci conti almeno lo facesse in grazia di Dio e non addizionando come se fossero mele. qualcuno vi deve fermare, siete pericolosi, siete autoreferenziali. andate a lezione fuori dalle vostre facoltà e vi renderete conto che la statistica è un’altra cosa

        • Gent.mo Marco
          approvo con piacere e pubblico il suo commento perché penso sarà molto utile a chi, fra i miei colleghi, è interessato allo studio del Dunning-Kruger effect.

  5. Il morbillo è un problema sanitario o politico/economico?! State creando una gran confusione ai genitori, poi non ci lamentiamo se non si fidano della medicina tradizionale. Si legge ovunque che recentemente ci sono state epidemie con numeri simili o anche maggiori, ma nessun cancan mediatico, campagne straordinarie di vaccinazioni o altro. Problema sanitario o politico? Cosa bolle veramente in pentola?

    • Cos’è la “medicina tradizionale” è qual è quella “non tradizionale”?

    • Gentile Mery
      il morbillo è un problema di politica sanitaria. Mi spiego meglio: le autorità sanitarie di tutto il mondo (si chiama World Health Assembly) si sono accordate per ridurre e quindi eradicare il morbillo e la rosolia dal pianeta. Ogni continente (Le Americhe, l’Europa, l’Africa, ecc) si sono dati delle scadenze diverse per ovvi motivi di disponibilità di risorse. Le Americhe hanno già raggiunto l’obiettivo. L’Europa è sulla buona strada, ma situazioni come quella italiana rappresentano un ostacolo al raggiungimento di un obiettivo comune. Questi obiettivi, le discussioni, i documenti ufficiali sono tutti pubblici e consultabili sula rete al sito dell’OMS. Quindi, partendo dal principio che il morbillo (e la rosolia) sono un problema sanitario, la attuale situazione italiana con il calo delle coperture, una situazione endemica mai interrotta e con una vasta epidemia in atto rappresenta ANCHE un problema di politica internazionale. In poche parole l’Italia (e le sue istituzioni) ci perde la faccia. Non è un caso che un altro Paese, la Francia, che si trova in una situazione pressoché identica all’Italia, sta pensando di introdurre l’obbligo vaccinale.
      Il problema della confusione nasce dal fatto che, purtroppo, al termine “politico” si da una accezione puramente negativa. Problema di politica sanitaria significa che esiste un problema sanitario e che tutti, cittadini ed istituzioni, devono concorrere a risolvere. Non cada nel tranello “medicina ufficiale” vs “medicina alternativa”: creare questa confusione fa comodo solo a chi, grazie a questa confusione, sbarca il lunario.
      Il mio consiglio, per evitare la confusione, è di leggere fonti autorevoli. In campo sanitario credo che più autorevole dell’OMS non ci sia nulla. Su certe cose, purtroppo le strumentalizzazioni, politiche, mediatiche, economiche ci sono sempre state e sempre ci saranno. Fidarsi dei dati scientifici e delle fonti autorevoli è l’unica difesa che abbiamo.

      • Perfettamente d’accordo con il suo post, ma si metta per un attimo nei panni dei genitori:
        1-quali sono le fonti autorevoli? (tanti medici tante idee diverse, è esperienza comune a tutti coloro che sono stati pazienti)
        2-medici (anche famosi e considerati autorevoli) e politici che negano effetti collaterali e nello stesso tempo però esistono delle leggi a tutela dei danneggiati
        3-emergenza morbillo, ma 10 obbligatori, compresi anche alcuni che non hanno effetto gregge
        4-questione glaxo (prima vuole ritirare investimenti, poi improvvisamente cambia idea)
        5-se è così lampante che i vaccini sono indiscutibilmente vantaggiosi perchè mettere l’obbligo? Basta spiegare in questo caso.
        6-diversi professionisti, anche professori universitari e medici hanno dubbi sull’obbligo
        7-quante volte nella storia anche recentissima della medicina sono state praticate cure che si sono rivelate poi inutili o dannose?
        8-improvviso martellamento mediatico e tanti altri motivi…

        Non crede che tanti genitori abbiano dubbi legittimi sulla questione? Non vanno forse sostenuti e aiutati a capire e non obbligati? Sono delinquenti come qualche politico ha scritto o persone che cercano di tutelare la salute dei figli? qualcuno crede veramente che un numero così elevato di genitori agisca contro la salute dei propri figli?

        Credo che l’obbligo non farà altro che abbassare le coperture vaccinali, è inevitabile perchè la questione è stata affrontata in maniera totalmente errata. Forse chi di dovere avrebbe dovuto ascoltare con più attenzione chi sollevava dubbi e non barricarsi dietro la “scienza”. L’ascolto e l’empatia non sono alcune delle doti principali che un medico dovrebbe possedere? Non dimenticate che avete a che fare con persone e non numeri di una statistica qualsiasi

        • Qualsiasi dubbio su una decisione che coinvolge la salute propria o dei propri figli è sempre legittimo. Il fatto che lei abbia un elenco di dubbi dipende da una mancanza di comunicazione efficace da parte delle istituzioni ma anche da una campagna di disinformazione molto aggressiva da parte di personaggi che da questa confusione vogliono trarre vantaggi.
          Detto questo, io non me la sento di difendere a priori la scelta dell’obbligo. Vedremo che efficacia avrà. Il problema è che sempre più genitori stavano scegliendo di non vaccinare i figli ed è stato questo a scatenare la reazione del Ministero. Sull’influenza dell’industria in questa decisione sono certo che sia assolutamente assente. Stiamo parlando di un decreto che (fra mille polemiche) al massimo sposterà dal 90% al 95% le coperture per due vaccini, fra cui l’MPR che costa quattro soldi. Per una Glaxo si tratta di meno che spiccioli.
          Io personalmente credo che pediatri e servizi di vaccinazione dovranno lavorare ancor più di prima su comunicazione ed empatia prchè, una volta passata la bufera del decreto, bisognerà comunque lavorare sulla lunga distanza e recuperare la fiducia.

          • “Qualsiasi dubbio su una decisione che coinvolge la salute propria o dei propri figli è sempre legittimo”. Questa frase è da incorniciare. Avrei voluto vedere i medici in prima fila nelle manifestazioni per difendere questo principio, i propri pazienti e la propria professionalità.
            Mettere un obbligo per legge in una democrazia è SEMPRE un precedente pericoloso.
            Se un numero sempre maggiore di genitori sceglie di non vaccinare probabilmente c’è un problema nella campagna di informazione.

            Quali vantaggi traggono questi personaggi che lei cita? Se si riferisce ai medici radiati, non mi pare abbiano avuto vantaggi, anzi.

    • Mery, a mio avviso la popolazione va divisa in tre gruppi:
      1) antivaccinisti – sono una causa persa e di sicuro non vaccineranno in nessun caso. Numericamente sono una sparuta minoranza e possono essere lasciati fare
      2) vaccinisti, ovvero la stragrande maggioranza della popolazione. Loro vaccineranno sempre e comunque e con loro l’obbligo non solo non è necessario, ma è irrilevante.
      3) i dubbiosi: sarebbe interessante sapere quanti sono. Diciamo un 15-20% della popolazione (ma probabilmente meno). Al dunque alcuni vaccineranno, altri no.

      È su quest’ultimo gruppo che bisogna lavorare e, sempre a mio avviso, l’obbligo veicola un messaggio molto semplice: i vaccini, TUTTI i vaccini, sono importanti. Se ci fosse stato l’obbligo solo per il morbillo, oltre ai problemi logistici, si sarebbe perpetuata l’idea di vaccini di serie A e B, ovvero alcuni importanti e altri meno. Questa situazione l’abbiamo vista in passato con la confusione tra vaccini obbligatori e facoltativi, con lista che magari variava da regione a regione. Questo sì che causa confusione – e alimenta la causa antivaccinista. Su una però possiamo essere SICURO: gli enti preposti hanno fallito clamorosamente nell’educazione del pubblico.

      Anche se può non piacere, l’obbligo è la maniera più semplice di dare una sterzata netta e di resettare una situazione caotica che è stata lasciata marcire per TROPPO tempo.
      Dopo tutto in pochi si lamentano dell’obbligo a portare il casco, del divieto di fumare in locali pubblici e, soprattutto, dell’obbligo scolastico. Ora dobbiamo far entrare i dubbiosi nell’ottica che le vaccinazioni sono un impegno sociale e morale dello stato E della popolazione. Tra qualche anno l’ISTAT e gli epidemioloci come il buon Lopalco ci diranno com’è andata.

      Aggiungo che questo PURTROPPO non è l’unico campo in cui il ministero della salute si è rivelato totalmente inetto; anzi in altri casi è stato ben peggiore.

      • Etichettare una fetta di popolazione e bollarla come no-vax, somari e quant’altro, definirli causa persa e applicare un TSO senza minimamente dare ascolto a queste persone: esattamente ciò che ha fatto il governo. La gente si è incavolata, non solo chi non vaccina ma tanti altri che semplicemente sono contrari a qualsiasi forma di obbligo. Il risultato sarà un calo delle coperture e un aumento della sfiducia nelle istituzioni. Aspettiamo pure i risultati dell’ISTAT e vedremo

    • Mery, cercare di convincere un antivaccinista è una causa persa (hai mai provato a dire a una mamma informata che l’omeopatia è un placebo? Se insulti la sua di mamma probabilmente si fa una risata, ma se gli tocchi il pediatra omeopata e l’omeopatia in generale ti prende a insulti 😀 ). Non ha senso sprecare tempo e risorse in questa direzione.
      I discorsi degli antivaccinisti li sniffo a 2 km di distanza e se ci fai caso QUALUNQUE risposta dai loro è seguita sempre da un “sì, ma…”. Ripeto, tempo perso 😉

      La gente è arrabbiata? Boh… Sicuramente sulle pagine degli antivaccinisti sono arrabbiati, ma lo sarebbero stati comunque. Ricordiamoci però che queste pagine, queste associazioni, questi siti NON sono uno specchio della Realtà, ma rappresentano solo la realtà di un gruppo di individui che si è autoselezionato che grazie alle dinamiche ben nota di google e Facebook non escono mai dalla loro bolla (confirmation bias?). Parlando, prima delle vacanza, con dei genitori mi dicevano che i centri vaccinali venivano presi d’assalto. La legge ancora non c’era e la gente era confusa. Poi come sia andata avanti la cosa, non lo so
      Tuttavia di fronte alla prospettiva di pagare una multa e non mandare il proprio figlio all’asilo secondo me molti che potenzialmente non avrebbero vaccinato lo faranno e nel tempo si dimenticheranno il perché lo hanno fatto (ecco il “nuovo normale”).
      Tra l’altro, leggevo la proposta di “disobbedienza civile” suggerita da non so quale associazione. Era talmente complicata e lunga da attuare che solo i più convinti ci proveranno, ma loro non avrebbero vaccinato comunque e già dedicano MOLTO del loro tempo alla causa.

      Ripeto, continuare a lamentarsi dell’obbligo equivale a combattere le battaglie di ieri. Se proprio devi combattere una battaglia trova il modo di farlo togliere, ma non in questa sede che certamente non è adatta.

  6. Ma perché non si pensa anche ai bambini al di sotto dell’anno?…che sono i più colpiti?

    • Leggi i commenti; PL lo ha spiegato più volte. Ha a che fare con l’immunità trasmessa dalla madre che rischierebbe di rendere il vaccino inutile.

    • È vero che i bambini sotto un anno sono i più colpiti. Ma sono quelli che non possiamo vaccinare (possibile interferenza con anticorpi materni). In questo post mi sono focalizzato sulla fascia 1-4 anni per far capire che il rischio di prendere il morbillo per un bambino non vaccinato è molto più alto di quello che si crede

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