Quel noioso lavoro che si chiama studio

I bambini vaccinati contro il morbillo non sono contagiosi. E allora perché si ripete in certi ambienti come un mantra che “i bambini vaccinati diffondono l’epidemia”? L’equivoco nasce dal fatto che il vaccino per il morbillo è composto da un ceppo di virus vivo e attenuato. Il virus attenuato si moltiplica nel vaccinato, ma la moltiplicazione è limitata e serve giusto a consentire al vaccinato di sviluppare una reazione immunitaria che conferisca protezione dalla malattia. E’ anche possibile che il bambino vaccinato, qualche giorno dopo la vaccinazione e proprio come segnale del fatto che il virus vaccinale si stia moltiplicando, abbia una eruzione cutanea simile ad un morbillo vero e proprio. Si tratta di un fenomeno fugace e che non necessita di nessun intervento.

Esistono numerosi studi in letteratura dove si parla di isolamento di virus vaccinale dalla saliva o dalle urine di bambini vaccinati da poco. E si parla anche di metodi per distinguere i virus vaccinali da quelli selvaggi. Questi metodi sono molto importanti, perché soprattutto in corso di epidemia, può essere necessario sapere se un bambino vaccinato che presenta una eruzione cutanea sia un vero caso di morbillo (e quindi un fallimento vaccinale) o una semplice reazione benigna causata dal vaccino. Questi studi vengono spesso, a sproposito, menzionati come prova della contagiosità del virus vaccinale.

Il virus vaccinale (attenuato) si moltiplica nei soggetti vaccinati, ma i soggetti vaccinati non sono contagiosi. Cioè il virus attenuato non riesce a trasmettersi. Questa non è la mia opinione, ma il risultato di evidenze molto robuste. In una revisione sistematica della letteratura (la più solida forma di evidenza scientifica) sono stati presi in rassegna ben 773 articoli in cui venivano descritti isolamenti di virus vaccinale per valutare la possibilità di trasmissione da persona a persona del virus. La conclusione: “Nessuna evidenza di trasmissione interumana di virus vaccinale è stata riportata fra le migliaia di campioni clinici genotipizzati durante epidemie o in corso di trasmissione endemica o in casi clinici individuali a livello mondiale

Il fatto che i soggetti vaccinati non siano contagiosi consente la vaccinazione senza problemi anche di soggetti che convivono o assistono pazienti immunodepressi. Allo stesso modo, un bambino appena vaccinato può stare vicino alla propria mamma anche se questa è in gravidanza o allattamento. Come recita placidamente il Pink Book, che è la guida alle vaccinazioni che i medici di tutto il mondo seguono come linea guida essenziale.

Al contrario, i soggetti con deficit immunitari importanti non possono essere vaccinati perché il virus vaccinale in un soggetto senza difese immunitarie potrebbe causare danni importanti.

Morale per Bart Simpson: esistono due alternative 1) scrivere alla lavagna ripetutamente alcuni concetti base per farseli entrare in testa; 2) non fidarsi dei siti di propaganda ed evitare di fare copia-incolla di referenze bibliografiche senza averle lette o, peggio, senza averle capite. Per questi casi esistono gli esperti che sono appunto pagati per fare questo noioso lavoro che si chiama studio.

 

Riferimenti bibliografici

Greenwood KP, Hafiz R, Ware RS, Lambert SB. A systematic review of human-to-human transmission of measles vaccine virus.Vaccine. 2016 May 17;34(23):2531-6.

CDC. Pink Book. Measles.

 

PS: prima che qualcuno piccato lo scriva nei commenti, lo dico io. Il virus vivo attenuato usato nell’antipolio orale è invece contagioso. Ma di quello parleremo in un prossimo post.

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

6 Comments on "Quel noioso lavoro che si chiama studio"

  1. Secondo me l’errata convinzione della contagiosità dei vaccinati si origina anche dalla confusione che molti fanno con il vaccino MPRV che include la varicella. Leggendo il foglietto illustrativo trovano tale indicazione che però è relativa solo alla componente della varicella senza comprendere che il trivalente MPR non contiene tale componente non ha tale caratteristica.

  2. Umberto Quiriconi | 20 luglio 2017 at 8:51 | Rispondi

    Grazid

  3. Ma quindi le persone che fanno MPRV sono contagiose relativamente alla vericella?

    • Un bambino sano vaccinato per la varicella normalmente non è contagioso. In alcuni bambini si sviluppa un esantema (vescicole tipiche della varicella): questi bambini possono trasmettere il virus, soprattutto attraverso il contatto delle vescicole. Si tratta sempre di virus vaccinale attenuato, per cui non esiste alcun rischio per i contatti. Invece bisogna avere precauzioni per eventuali bambini immunocompromessi gravi che siano a contatto con un bambino vaccinato, soprattutto se presenta vescicole.

      https://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/00042990.htm

  4. <>. Chi venisse infettato dal virus attenuato risulterebbe immunizzato?

    • LA trasmissione del virus vaccinale della varicella è stata sporadicamente (= raramente) documentata e si trattava per di più di persone con problemi immunologici. Anche ammesso che uno si immunizzasse attraverso il contatto con le vescicole infette di un vaccinato, questo comunque non avrebbe alcuna importanza, appunto perché parliamo di un evento estremamente raro (credo che i casi descritti non arrivino a dieci in tutto il mondo)

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