Mi vaccino e mi ammalo?

Sul bollettino settimanale del Ministero-ISS si legge che il 7% dei casi di morbillo in Italia erano vaccinati con una dose di vaccino. Cosa significa dunque? Il vaccino funziona o no? E come mai, nonostante la vaccinazione di massa, il morbillo continua a circolare?

Questo fenomeno ci viene spiegato da chi ha studiato le dinamiche di trasmissione delle malattie infettive. I principi su cui si basa questa dimostrazione sono:

  1. Ogni vaccinazione presenta una certa quota di insuccessi vaccinali. Gli insuccessi dipendono dall’efficacia del vaccino, ma anche da come il vaccino è stato conservato, somministrato, ecc.
  2. In corso di epidemia, la quota di casi di malattia che comunque erano stati vaccinati dipende dall’efficacia del vaccino (più il vaccino è efficace, meno casi vaccinati osserveremo), ma anche dalla copertura vaccinale nella popolazione. Maggiore è la copertura vaccinale, maggiore sarà la quota di vaccinati fra i casi. Infatti, paradossalmente, se TUTTI gli individui in una popolazione fossero vaccinati, la quota di vaccinati fra i casi sarebbe del 100% (appunto perché tutti sono vaccinati e quindi gli unici casi osservati sarebbero gli insuccessi vaccinali).

La relazione fra efficacia vaccinale, quota di casi vaccinati e copertura vaccinale è descritta da questo nomogramma

Tornando ai numeri della nostra epidemia di morbillo, cosa possiamo concludere? L’efficacia di una dose di vaccino contro il morbillo è stimata intorno al 95%. Se la quota di casi di morbillo vaccinati con una dose è stata del 7%, questo modello ci suggerisce che la copertura vaccinale nella popolazione che ha generato questi casi è stimabile intorno al 60%.

Il morbillo in Italia si è diffuso in una popolazione che aveva una copertura media del 60%! Se la copertura vaccinale fosse stata più elevata, la quota di casi vaccinati sarebbe stata ben maggiore del 7%. Altro che immunità di gregge o vaccini che non funzionano. Ancora una volta abbiamo la prova che nel nostro Paese il morbillo circola perché esistono large sacche di suscettibili: ovviamente i neonati, che non hanno ancora raggiunto l’età di vaccinazione, ma anche bambini, adolescenti e giovani adulti non vaccinati che non sono mai stati raggiunti da programmi di recupero dei non vaccinati.

 

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

3 Comments on "Mi vaccino e mi ammalo?"

  1. Secondo me la parte finale non è chiara.
    Se ci fosse stata una copertura vaccinale maggiore, il numero di casi complessivo sarebbe diminuito, ma PROPORZIONALMENTE sarebbe aumentato quello di casi di morbillo in individui vaccinato. Ma sì parla sempre di proporzioni e non di numeri assoluti. Così come se la copertura fosse del 100% tutti i casi sarebbero di individui vaccinati (numericamente pochi, ma percentualmente pari al 100% dei casi).

    • Grazie per la precisazione. Mi rendo conto che questo passaggio logico non sia automatico. Man mano che la copertura sale, il numero assoluto di casi diminuisce (si hanno epidemie di intensità sempre minore) ma, fra questi casi, la quota di vaccinati aumenta. Il messaggio importante che voglio veicolare con questo post è che l’Italia non si trova in una fase finale di eliminazione di malattia, bensì in una fase ancora molto intermedia con coperture vaccinali assolutamente insufficienti.

  2. Mi sono permesso di estendere il concetto al caso generico.
    Esistono attività pericolose che comportano un rischio, esistono delle contromisure per attenuare questo rischio, possiamo generalizzare le contromisure con il termine Attenzione, e la concretizzazione del rischio con Incidente.
    Un esempio:
    Attraversare la strada comporta il rischio di essere investiti (ammalarsi)
    Stare attenti prima di attraversare (guardare e attraversare solo sulle strisce e col semaforo verde) fa diminuire il rischio di incidente ma non lo elimina (vaccino)
    In che modo varia la percentuale degli attenti tra gli investiti?
    Se tutti stessero attenti, tutti gli investiti sarebbero stati attenti. Stare attenti non è quindi un buon consiglio? Consiglieresti a tuo figlio di attraversare la strada senza guardare?

    https://medium.com/@zilligherta/pi%C3%B9-sto-attento-pi%C3%B9-ho-incidenti-8540c90f2178

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