E basta un poco di zucchero

Una persona con un minimo di cultura scientifica, leggendo un trattato di omeopatia non può che sorridere. In alcuni passi arrivare a sghignazzare. Eppure l’omeopatia è la pseudoscienza che fa più presa fra i nostri medici.

Ho cercato più volte di capire cosa ci fosse di tanto accattivante da decretare il successo di una pratica che attira un pubblico così vasto. Credo che ci siano due elementi che la rendono fascinosa: il nome latino dei rimedi (che evoca rimedi erboristici antichi) e il forte richiamo alla naturalità dei rimedi stessi, così lontana dalla cattiva chimica dei farmaci allopatici.

Ma vi siete chiesti perché i nomi dei rimedi omeopatici sono in latino?  Ai tempi di Hanhemann (siamo a cavallo fra ‘700 e ‘800) questo era normale. Anche nella medicina “ufficiale” si usava il latino. Ma come mai in epoca moderna i nomi dei rimedi omeopatici non sono stati tradotti?

Il mistero è presto svelato: se chiedessimo di tradurre in italiano i nomi di queste sostanze,  scopriremmo che:

  1. Molti preparati sono a base di piombo, arsenico, rame, cromo, antimonio. Il Glonoinum è addirittura preparato a base di nitroglicerina.
  2. Per molti preparati si azzererebbe immediatamente l’aura di scienza antica. Chi spenderebbe 30 € per comprare granuli di Allium cepa 15CH, se invece ci fosse scritto in etichetta quello che è: “Cipolla in infusione diluita tantissimo”?
  3. Animalisti e vegani (che l’istinto mi dice essere buoni consumatori di omeopatia) inorridirebbero se scoprissero che Apis mellifica 15CH si ottiene macerando in acqua un mucchietto di api e che l’Oscillococcinum non è altro che un infuso di cuore e fegato di anatra muschiata tritati.

Si ride per non piangere, ma la morte di un bambino per una otite media non curata per colpa dell’omeopatia ci deve far riflettere. Molti fra politici e responsabili della sanità pubblica hanno sempre lasciato correre. Perché in fondo l’omeopatia è stata sempre considerata un danno al portafoglio più che un danno alla salute. Dimenticando che per un medico l’omissione è una colpa grave. Somministrare un farmaco omeopatico equivale ad omettere un trattamento. Se il trattamento non è necessario dobbiamo avere la forza di dire ai nostri pazienti che non hanno bisogno di nulla e mandarli a casa senza prescrizione. Illuderli che il granulo di api macerate possa alleviare un loro malessere benché lieve, è una strategia da ciarlatani.

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

5 Comments on "E basta un poco di zucchero"

  1. Di quale caso parli? Non ne ho sentito parlare di un bambino morto di otite media.

    Perché l’omeopatia fa presa tra i medici? Perché risponde a un bisogno del mercato e garantisce extra introiti a chi la pratica.

  2. Marcella Lenarduzzi | 27 maggio 2017 at 20:13 | Rispondi

    Grazierei le osservazioni sull’omeopatia. Non ci si salva più. Però il nome è greco, non latino.

    • Cara Marcella, l’atteggiamento tipo “del resto che male fa” viene tristemente smentito dalla morte del piccolo ad Ancona causata da una cattiva pratica medica legata all’omeopatia. Non solo, chi segue le pratiche omeopatiche dimostra chiaramente di non avere un approccio scientifico, con tutto quello che ne consegue. E’ un brutto segnale di ignoranza del metodo scientifico che in un medico è inaccettabile.
      Inoltre, certo che omeopatia è un termine derivato dal greco: io mi riferisco ai nomi dei rimedi omeopatici che sono (appositamente) lasciati in latino.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*