Bollette e bollettini

E’ stato pubblicato l’ultimo bollettino dell’ISS sulla situazione epidemiologica del morbillo. Si può scaricare a questo link. Il bollettino è preciso, chiaro e puntuale come al solito (per chi non lo sapesse, in Italia la scuola di epidemiologia delle malattie infettive è fra le prime in Europa). Perché parlare allora di qualcosa che non ha bisogno di essere commentato? Perché purtroppo, a causa della mia personale e indebita intromissione nelle faccende della Rete, ho notato che a commentare i dati di un bollettino epidemiologico ci si mette gente che nella vita è riuscita, al massimo, a interpretare la propria bolletta del gas.

Spero dunque di far cosa utile aggiungendo due commenti ai dati forniti dai colleghi dell’ISS:

  1. Fino ad oggi, dall’inizio dell’anno, sono stati notificati 1.920 casi di morbillo. Molti? Pochi? La risposta è semplice: troppi per un Paese che ha sottoscritto un impegno di eliminazione.
  2. Le discrepanze di dati fra i vari bollettini sono normali! L’attività di sorveglianza epidemiologica è una attività dinamica e, pertanto, si pubblicano i dati “provvisori” che man mano si aggiornano fino a divenire “definitivi”. I bollettini epidemiologici devono essere interpretati come fossero fotogrammi di un film: per capire la trama non ci si può fermare ad un fotogramma ma bisogna osservare e cercare di interpretare la sequenza.
  3. Cosa ci dice questo film?
    • Probabilmente la propagazione del contagio segue una direzione Nord-Sud ed Ovest-Est.
    • Buona notizia: la curva epidemica segna un declino.
    • Cattiva notizia: il declino è in parte riconducibile alla pausa delle vacanze di Pasqua. Dobbiamo vedere cosa sia successo dopo la ripresa scolastica. I successivi ponti del 25 aprile e 1 maggio potrebbero essere stati anche d’aiuto. Il dato dei 29 casi registrati nell’ultima settimana (rispetto ai 15/17 delle settimane precedenti) non è un bel segnale.
    • Seconda cattiva notizia: se è vero che il contagio stia seguendo una direttrice Nord-Sud bisognerà osservare cosa succederà in grandi regioni come la Campania dove esistono vaste aree a bassa copertura. Se nel frattempo le scuole saranno chiuse, potremmo avere un rallentamento del contagio, che però potrebbe riprendere dopo la pausa estiva. Quindi, mai abbassare la guardia.
  4. Di chi è la colpa? Senza ombra di dubbio delle scarse coperture raggiunte fra i bambini e del mancato recupero degli adolescenti/adulti suscettibili.
  5. Di chi è il merito se non vediamo ancora più casi di quelli registrati? Forse pochi sanno che, oltre che con le attività di vaccinazione, le malattie come il morbillo si controllano con misure di igiene pubblica come la sorveglianza, l’identificazione dei contatti e l’isolamento. Un lavoraccio che i colleghi dei Dipartimenti di Prevenzione quotidianamente, con impegno e senza clamore svolgono in maniera egregia. E’ anche grazie al loro impegno che le epidemie di morbillo sono contenute entro i livelli che osserviamo.

Ovviamente queste sono solo ipotesi che solo il tempo potrà verificare. La palla di vetro non l’ho ancora comprata. Ma di una cosa sono certo: le attività di sorveglianza epidemiologica sono un lavoro da professionisti. Raccogliere informazioni, validarle, interpretarle e comunicarle è il frutto di un lavoro che richiede anni di studio e competenze importanti. Se non si hanno queste competenze, sarebbe meglio limitarsi a cercare di capire le proprie bollette (cosa non facile e, magari, più utile) e lasciar perdere le contestazioni ai bollettini epidemiologici.

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

6 Comments on "Bollette e bollettini"

  1. Buongiorno,
    Grazie per il suo articolo sempre chiaro e comprensibile, anche da una persona ignorante come me.
    Mi chiedo però perché quando si considera il livello dei vaccinati in una regione si guarda ai bambini fino ai 18 anni, quando la fascia più colpita riguarda età superiori a questa. Mi spiego: io sono veneta e qui sono state fatte delle campagne vaccinali eccezionali per il morbillo alle quali sono stati invitati i bambini da 1 a 18 anni, non ancora vaccinati. E tutti gli altri? Che sarebbero anche la fascia più colpita?
    Nessuno li ha informati su questa campagna vaccinale straordinaria e gratuita.
    Io l’ho saputo solo in ritardo e comunque solo per caso.
    Grazie
    Un saluto

    • Gent.ma Stefania, per dirla tutta, quello che lei mi racconta sia stato fatto in Veneto (campagna di recupero fino a 18 anni) purtroppo non è mai stato fatto in tante altre Regioni italiane. Inoltre, come lei sottolinea, aver recuperato chi non si era vaccinato fino a 18 anni oggi si dimostra perfino insufficiente. La scelta di vaccinare da 1 a 18 (o 20 o 25) anni, dipende da considerazioni sia epidemiologiche che pratiche. Quando si prendono quelle decisioni si fa una valutazione di che percentuale potenzialmente scoperta ho in ogni classe di età e quante risorse posso mettere in campo per la vaccinazione. Se si potesse vaccinare tutti, lo si farebbe. Altrimenti si mette un taglio ad una certa età e si spera che questo basti a bloccare la circolazione del virus. Purtroppo il morbillo è una malattia molto contagiosa e per bloccare la circolazione bisogna vaccinare davvero tanto. E in tutte le Regioni. Voglio dire, possiamo bloccare la circolazione locale in Veneto vaccinando tutti fino a 18 anni, ma se poi in Lombardia la copertura è bassa, il virus circola lì a due passi e facilmente rientra in Veneto e colpisce quelle fasce di età non protette (gli adulti). Purtroppo i virus non riconoscono i confini…

  2. Buongiorno,
    ho appena visto l’ultimo bollettino per il morbillo.
    Ho un bambino di 5 mesi. Mi chiedo se sia il caso di anticipare la vaccinazione MPR al sesto mese per prevenire un eventuale contagio, magari durante le vacanze.
    Grazie

    • Carissima Stefania, la vaccinazione contro il morbillo può essere anticipata a partire dai sei mesi di vita. Cosa che si consiglia di fare in presenza di un reale rischio di contagio per il neonato. In questo caso, però, consideri che in futuro dovrà fare altre due dosi di vaccino. Infatti la dose data precocemente ha una più alta probabilità di non essere stata efficace e quindi la vaccinazione va ripetuta, come da calendario, con due dosi dopo il compimento di un anno di vita

  3. Grazie professore,
    In effetti il servizio vaccinale del mio paese mi aveva informata di quanto lei scrive sopra, ritiendo non necessario fare ora la vaccinazione al bimbo poiché 174, dicono, non sono una epidemia.
    Inoltre il bimbo qualche anticorpo li dovrebbe avere, visto che io sono stata vaccinata (anche se molti anni fa).
    Tuttavia, mi chiedo se vale la pena rischiare per evitare una dose in più di vaccino.
    Grazie

    • Due riflessioni. 1. 174 casi non sono una epidemia: oserei dubitare; il virus sta circolando e l’incidenza più alta (checché se ne dica in giro) è proprio fra i bambini piccoli. 2. Gli anticorpi della madre vaccinata a suo tempo sono assolutamente inefficienti per proteggere il neonato dalla malattia. Il titolo anticorpale con il tempo cala; la vaccinazione resta efficace nel soggetto vaccinato non perchè ci siano alti tassi di anticorpi circolanti, ma perchè esistono le cellule memoria che, appena incontrano il virus hanno tempo, durante il periodo di incubazione, di far aumentare il tasso anticorpale fino a livelli protettivi. Concordo che il rischio è basso ma, come giustamente dice lei, vale la pena rischiare per una dose in più di vaccino? Io, da medico, in una situazione simile certamente non starei a vaccinare tutti i bambini a 6 mesi, ma di fronte ad un genitore che si pone il problema non avrei dubbi e farei la vaccinazione.

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