Altro che gregge…

Il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità hanno rilasciato l’ultimo bollettino settimanale sull’epidemiologia del morbillo in Italia, corredato da una bella infografica. E’ l’occasione per giocare con i numeri.

Dai dati raccolti, sembra che l’88% dei casi non sia vaccinato. Da grande matematico qual sono, deduco che il 12% sia la quota di casi che si erano vaccinati. Perché è importante saperlo? Perché dalla stima della quota di casi vaccinati possiamo dedurre quale sia la copertura vaccinale nella popolazione che ha generato questi casi. Lo spiegone su cosa si basi questo calcolo lo potete trovare nel mio post “Quando i vaccini sembrano non funzionare“.

Bene, assumendo dunque il 12% dei casi vaccinati e ipotizzando una efficacia vaccinale del 95%, la stima della copertura vaccinale nella popolazione che ha generato questi casi sarebbe inferiore al 75%. Se volete divertirvi a fare da voi questo calcolo, consultate questo lavoro di Bob Chen e Walter Orenstein.

In queste settimane ho sentito parlare tanto di immunità di gregge, a proposito e a sproposito. Spero con questa stima, certamente frettolosa e occhiometrica, di contribuire alla discussione sulle cause di questa recrudescenza del morbillo. Penso sia chiaro e inoppugnabile che il problema siano le coperture vaccinali insufficienti: <75%!. Se vogliamo evitare di aspettare il morto e svuotare gli ospedali dai casi di morbillo sappiamo cosa fare (non perché lo dica io, ma perché ce lo insegna l’OMS):

  1. Insistiamo a vaccinare i bambini raggiungendo al più presto e mantenendo alte le coperture con due dosi di MPR
  2. Recuperiamo gli adolescenti e gli adulti non vaccinati o vaccinati con una sola dose. Il Ministero/ISS ci dice che quasi il 60% dei casi si è verificato fra i 15-39 anni. Iniziamo da lì.
  3. Pacatamente, magari iniziando con una bastonata nei denti, convinciamo gli operatori sanitari a controllare il loro stato e a vaccinarsi con urgenza se suscettibili

La curva del morbillo continua a salire. Non solo, l’ondata epidemica si sposta verso Sud, dove in alcune aree le coperture sono davvero basse. Non ho la sfera di cristallo, ma non vorrei sbagliare prevedendo che il morbillo continuerà a crescere almeno fino all’inizio delle vacanze estive. A meno che, chi di dovere si metta a leggere le strisce dei Peanuts.

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

4 Comments on "Altro che gregge…"

  1. Alessandro Marinosci | 24 aprile 2017 at 19:48 | Rispondi

    La curva del morbillo sale mentre, come accaduto per la meningite, l’attenzione dei media scende contribuendo, probabilmente, ad alimentare la sensazione comune di trovarsi di fronte ad epidemie mediatiche. Quale, secondo lei, potrebbe essere un giusto atteggiamento comunicativo sia dei media che delle istituzioni (che sembrano interessarsi improvvisamente ai vaccini) per evitare che periodi di picchi di vaccinazioni di massa dettati da paura collettiva si alternino a periodi di risacca? Sarebbe inutile che le vaccinazioni diventino una moda passeggera. Spero di essermi espresso chiaramente. Grazie.

    • Credo che dobbiamo distinguere la comunicazione dei media da quella istituzionale. Su quella istituzionale (in teoria) possiamo intervenire, sui media no. Le istituzioni dovrebbero avere una comunicazione semplicemente trasparente e ferma al dato. Ogni qualvolta le istituzioni cercano di “piegare” le evidenze epidemiologiche a questioni di opportunità (non creare panico, indurre la vaccinazione, ecc.) fanno danno. Fanno danno perché prima o poi il gioco si scopre e questo mina l’autorevolezza. Nel caso della meningite, credo che le istituzioni abbiano fatto un buon lavoro: sia ISS che ministero hanno rilasciato dei comunicati inoppugnabili. Con i media il discorso è difficile, perché i media rincorrono le notizie. La bravura della comunicazione istituzionale sarebbe quella di trasformare la corretta informazione in “notizia” in modo che i media la diffondano. Sono comunque assolutamente d’accordo nello sperare che le vaccinazioni passino di moda, così da evitare strumentalizzazioni politiche e esagerata attenzione dei media.

  2. Massimo Albertin | 25 aprile 2017 at 14:08 | Rispondi

    Lavoro in un (piccolo) laboratorio di urgenza ospedaliero del Veneto. Abbiamo avuto accesso al Pronto Soccorso di quattro casi di sospetto morbillo negli ultimi giorni. Due confermati di nati nel 1979 e due in attesa di conferma (uno del 1977). La nostra direzione sanitaria, di concerto col centro regionale di riferimento diretto dal prof. Palù, ha invitato tutti gli operatori esposti a verificare il loro livello anticorpale. Vedremo quanti risponderanno, cioè quanti faranno il prelievo, e quale sarà il livello reale di copertura…

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