Tre fatti sul morbillo che sarebbe bene sapere…

… soprattutto prima di scrivere un comunicato ufficiale, ma anche semplicemente prima di dar aria alla bocca.

  • Il morbillo è una malattia infettiva altamente contagiosa. Se nella sala d’aspetto dell’ambulatorio di un medico o di un pronto soccorso si reca una persona che sta incubando il morbillo, fino a due ore successive, chi dovesse avere la sfortuna di trovarsi a passare in quella sala d’aspetto può contagiarsi. Grazie a questa sua caratteristica, il morbillo si manifesta nelle popolazioni con ondate cicliche epidemiche. In Italia, in epoca pre-vaccinale, queste grosse ondate avvenivano ogni 3-4 anni (vedi figura, fonte Ministero della Salute). Alla fine di ogni ondata, virtualmente TUTTI i suscettibili avevano contratto il morbillo.
  • La vaccinazione modifica l’andamento naturale della malattia, riducendo progressivamente sia l’altezza dei picchi epidemici (i suscettibili sono numericamente di meno) che la frequenza dei picchi (i suscettibili ci mettono di più ad accumularsi e accendere un nuovo evento epidemico). Nel dettaglio degli ultimi anni (vedi figura, fonte Epicentro-ISS), questo fenomeno è chiaro. I picchi di morbillo degli ultimi anni non sono confrontabili con quelli che si osservavano in Italia fino alla fine degli anni ’80. Questa differenza di incidenza si traduce con un risparmio netto di circa 200 morti l’anno, per non parlare delle complicanze gravi e a volte invalidanti come quelle conseguenti ai casi di encefalite. Purtroppo il morbillo continua comunque a circolare perché i livelli di copertura vaccinale (come si vede bene nel grafico del Ministero della Salute) non hanno ancora raggiunto il fatidico 95% necessario per l’interruzione della circolazione.
  • Il picco di morbillo che stiamo osservando quest’anno può essere considerato un fenomeno normale solo in un Paese anormale. Perché non è normale che in Italia si verifichino ancora casi di morbillo. Perché l’Italia è da un paio d’anni sotto osservazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a causa del perdurare della circolazione di morbillo e rosolia. Perché in Europa siamo in ritardo: il nostro è fra i 14 Paesi che riporta ancora circolazione endemica di morbillo. 37 l’hanno già interrotta. Fra questi: Albania, Armenia, Bielorussia, Bulgaria, Turkmenistan, Tajikistan (leggi qui il rapporto completo).

In conclusione, a chi ancora blatera i se…, ma…, come mai…, la risposta è una sola: smettiamola con le sciocchezze e comportiamoci, una volta tanto, da Paese serio.

About the Author

PL Lopalco
Sono professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l'Università di Pisa. Sono un epidemiologo, esperto di politiche vaccinali e medicina basata sulle evidenze. Ho vissuto per 10 anni a Stoccolma dove ho lavorato come responsabile del programma delle malattie prevenibili da vaccini e poi come capo della sezione per la valutazione scientifica nel Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie (ECDC).

4 Comments on "Tre fatti sul morbillo che sarebbe bene sapere…"

  1. Mi scusi professore volevo chiederle da che fonte è ricavato il numero di morti citati nel suo articolo.

    • Purtroppo sul numero di morti per morbillo possiamo fare solo stime, in quanto i dati storici ufficiali sono poco attendibili. Negli anni ’60 negli Stati Uniti si stimavano fino a 500 morti l’anno. Considerando che la coorte di nascita americana era circa 4 volte quella italiana dell’epoca, questa cifra traslata in Italia farebbe 125 morti l’anno. L’ISTAT ci dice che la mortalità infantile per morbillo in Italia fra gli anni ’60 e ’70 era pari a 0,2 per mille nati vivi. Considerando che la coorte di nascita italiana in quegli anni era pari a circa 1.000.000 di nati, la stima di morti per morbillo sarebbe appunto 200. Ho letto in questi giorni parecchie polemiche su questi numeri. Credo che siano polemiche sterili: un solo caso di morbillo endemico in Italia oggi ci deve fare vergognare, se dovesse scappare il morto sarebbe allora un vero scandalo.

  2. Alessandro Marinosci | 27 marzo 2017 at 20:16 | Rispondi

    Mi permetto di fare una precisazione anche io. Ho analizzato il grafico dell’incidenza del morbillo in Regno Unito (popolazione per numero sovrapponibile alla nostra) è in effetti nei decenni precedenti la vaccinazione c’era una mortalità per morbillo sui 200 casi/anno con qualche oscillazione. L’introduzione della vaccinazione ha azzerato questo numero. Con buona pace dei recenti come anti-vaccini.

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